Dopo il rapporto Pendolaria di Legambiente che ha collocato al quarto posto la Verona-Rovigo tra le 10 peggiori linee ferroviarie del Paese, si accende la polemica politica in Veneto.

Sull’argomento si sono espressi il deputato veronese Diego Zardini, l’esponente del Partito democratico di Rovigo, Diego Crivellari e la consigliera comunale di Rovigo Giorgia Businaro.

“La Regione Veneto - spiegano - avrebbe la possibilità di intervenire e di ridurre i disagi. Uno dei problemi è l’elettrificazione di due terzi dei 97 chilometri e il potenziamento della capacità della linea. Il costo è tutt’altro che esorbitante, circa 30 milioni di euro, ma sembra mancare del tutto la volontà politica. Infatti, non c’è un euro disponibile per il potenziamento della linea”.

Nella notta diffusa, i tre affermano inoltre che la Regione “ha rinnovato a gennaio il contratto di servizio assicurando a Trenitalia, senza gara pubblica, quindici anni di gestione delle ferrovie regionali per la cifra di 4,5 miliardi di euro”.

Il bacino di utenza della linea, ricordano Zardini, Crivellari e Businaro “è in teoria molto ampio, circa 430 mila persone. La tratta avrebbe le potenzialità per trasportare un numero di pendolari superiore rispetto a quello odierno, con vantaggi enormi sulla sicurezza, sul traffico in ingresso e uscita dalle città di Rovigo e Verona e sulla qualità della vita dei lavoratori”.

Il rapporto di Legambiente, sottolinea però negli ultimi mesi un deterioramento del servizio. Quindici anni fa il treno più veloce impiegava 1 ora e 25 minuti, oggi 16 minuti in più.

“Poiché l’accordo tra Trenitalia e Regione prevede investimenti in cambio di una concessione di 15 anni nella gestione del servizio (10 + 5 in opzione), la Regione deve utilizzare parte di quelle risorse che, lo ricordiamo arrivano dallo Stato e non dal bilancio regionale, per il potenziamento di alcune linee in particolare dove il servizio è particolarmente deficitario in termini di tempi, continuità e qualità”, hanno concluso Zardini, Crivellari e Businaro.

Immediata la replica dalla Regione per bocca dell’assessore ai trasporti Elisa De Berti: “Se i rappresentanti del Pd di Rovigo e Verona hanno la necessità di dire la loro sui problemi dei trasporti, almeno lo facciano dopo essersi documentati e non con interventi confusi e strampalati che creano solo disinformazione e non contribuiscono certo a far comprendere ai cittadini quali sono le reali iniziative da attuare per migliorare la qualità dei servizi”.

“Nella loro disamina arruffata e inconcludente – precisa l’assessore – i tre arrivano persino a confondere i ruoli di RFI, gestore dell’infrastruttura ferroviaria, e Trenitalia, società incaricata dello svolgimento del servizio su tutta la rete veneta fuorché proprio della tratta Verona-Rovigo e della Rovigo-Chioggia. Ma oltre a questo svarione, dimenticano, o meglio, omettono di ricordare che sin dalle prossime settimane sono previsti interventi di potenziamento dei servizi e che nei prossimi anni sono già stati decisi importanti investimenti per riqualificare complessivamente il collegamento ferroviario in quest’area”.

De Berti evidenzia poi che, in via sperimentale, dal prossimo 7 gennaio, entreranno in servizio sulla linea quattro nuovi “regionali veloci”.

“Sarà garantito l’accesso a Verona già dalle prime ore della mattina – spiega l’assessore –, in tempo per fruire dei principali servizi ferroviari nazionali, mentre i nuovi servizi serali, potenziati ulteriormente nei giorni festivi, permetteranno agli utenti di prorogare la propria permanenza in città anche nella fascia serale”.

“Per quanto riguarda l’elettrificazione della linea – continua De Berti –, in sede di revisione dell’accordo quadro sottoscritto dalla Regione con RFI alla fine del 2016, abbiamo proposto di realizzarla sul tratto di 20 chilometri tra Cerea e Isola della Scala, al fine di completare l’elettrificazione tra Verona e Legnago, circa 48 km”.

“Ma gli interventi che in questa fase sono prioritari, e non perché lo dico io ma perché viene richiesto a viva voce dal territorio – prosegue l’assessore –, sono quelli di eliminazione dei troppi passaggi a livello presenti lungo tutta la tratta, che sono spesso causa di ritardi e disservizi. E in tal senso abbiamo recentemente sottoscritto un protocollo d’intesa con Rete Ferroviaria Italiana per la soppressione di 50 passaggi a livello nel territorio regionale, dei quali più di un terzo, ben 18, sono lungo la linea ferroviaria Verona-Rovigo. Portate a compimento queste opere, avremo sicuramente ricadute positive in termini di puntualità, affidabilità e sicurezza”.

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