La decisione di costruire o meno la Torino - Lione non si basa più sulla sua utilità o sul suo costo ma è diventata esclusivamente una questione politica.

Si tratta di qualcosa che hanno capito anche i sassi, in nome della quale si finiscono per dire spesso inesattezze pur di portare acqua al proprio mulino.

Una che proprio non si riesce a far comprendere ai non addetti ai lavori e che invece risulta basilare nel novero della discussione è che la nuova linea che dovrebbe collegare Torino a Lione non è ad Alta Velocità.

Ci rendiamo conto che sia più importante disquisire sul "sesso" della parola TAV, come fanno giornalisti che trascorrono ore del loro tempo a spiegare come non si tratti della TAV ma del TAV, ma agli stessi sembra sfuggire un concetto fondamentale.

Per l'UIC, Union Internationale des Chemins de fer, (per chi non lo sapesse l'istituzione di normazione internazionale specializzata nel mondo dell'industria del trasporto ferroviario), si considera linea ad Alta Velocità una tratta di nuova costruzione realizzata per essere percorsa a velocità da 250 km/h a salire o in alternativa una tratta già esistente ma rinnovata per essere percorsa a velocità dai 200 km/h in su.

Come abbiamo ripetuto fino allo sfinimento, la nuova Torino - Lione (almeno nel progetto originario, visto che adesso pare siano allo studio altri progetti al limite del ridicolo) avrebbe una velocità massima nel Tunnel di base di 220 km/h per i treni passeggeri e 110 km/h per quelli merci.

Per offrire qualche riferimento per navigare meno al buio, la primissima linea italiana ad Alta Velocità, la Direttissima tra Roma e Firenze, iniziata nel 1977 ha una velocità massima di 250 km/h, quindi la Torino - Lione sarebbe più lenta di essa.

Attualmente una velocità leggermente inferiore, pari a 200 km/h la si raggiunge, ad esempio, tra Brindisi e Lecce, in Puglia.

Ma da dove viene allora l'acronimo TAV? Il suo primo utilizzo ha origini lontane, datate addirittura 1991. TAV S.p.A. (acronimo di Treno Alta Velocità S.p.A.) era una società del Gruppo Ferrovie dello Stato controllata interamente da Rete Ferroviaria Italiana e fondata appositamente per la pianificazione, la progettazione e realizzazione di quelle linee ferroviarie ad alta velocità-alta capacità (AV-AC) che avrebbero dovuto passare per le direttrici italiane più importanti e congestionate.

Nel paese dove la cultura ferroviaria è pari a zero, dove ancora una tratta a semplice binario viene chiamata da molti presunti esperti "monorotaia" e qualsiasi automotrice anche contemporanea è una Littorina, qualsiasi nuova linea ferroviaria è una TAV (o un TAV, se non vogliamo suscitare la reazione scomposta di qualche giornalista poco a suo agio con l'argomento ferrovie).

La pura e semplice verità è che la Torino - Lione che si dovrebbe andare a costruire è una normalissima linea ferroviaria che dovrebbe rimpiazzarne una più vecchia che ha fatto il suo tempo e sulla quale sarebbe folle andare ad investire.

Niente mozzarelle ad alta velocità, solo una linea più sicura, veloce (ma non AV) e meno ripida. Del resto, se simili ragionamenti fossero stati fatti in passato, perché costruire l'Autostrada A1 quando per raggiungere Firenze da Roma sarebbe bastato dare una sistemata alla Via Cassia?

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