Il macchinista di FSE alla guida del treno che causò l’incidente sul binario unico Lecce-Zollino chiede di patteggiare la pena.

Il macchinista, ha infatti già “concordato” la pena ad 1 anno e 10 mesi, con il Pm titolare dell’inchiesta. Il gup Michele Toriello ha rinviato l’udienza preliminare al 16 luglio, per decidere sull’istanza. In quella sede, il giudice dovrebbe ammettere il rito abbreviato il capotreno, come invocato dal difensore.

Invece, i due dirigenti di FSE non hanno avanzato l’istanza di riti alternativi. Nella prossima udienza, dunque, il Pm dovrebbe formalizzare la richiesta di rinvio a giudizio. Anche in questo caso, sarà il gup a decidere se mandare a processo gli imputati o proscioglierli dall’accusa.

Tutti gli imputati rispondono, in concorso, delle ipotesi di reato di: disastro ferroviario colposo, delitti colposi di danno, cooperazione nel delitto colposo.

Un incidente dovuto non solo a un errore umano, ma anche a uninadeguata formazione del personale. È quanto sostiene il pubblico ministero nell’avviso di conclusione delle indagini, sullo scontro, avvenuto il 13 giugno del 2017, tra due convogli di FSE.
L’incidente verificatosi all’altezza di Galugnano provocò circa 20 feriti, tra passeggeri e personale di bordo.

Secondo quanto sostenuto dalla Procura, i quattro “con condotte colpose attive ed omissive in parte indipendenti e in parte cooperando tra loro… cagionavano un disastro ferroviario”.

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