Nonostante consegni macchine a ripetizione, lo stabilimento produttivo di Vado Ligure di Bombardier continua ad essere a rischio.

Questo nonostante il tavolo di confronto al Mise che non ha dato risposte soddisfacenti, almeno secondo quanto dichiarato da Mariano Carboni, responsabile nazionale Fiom del settore ferroviario e Andrea Mandraccia, segretario generale della Fiom di Vado Ligure.

"Nel confermare tutta la contrarietà ad una scelta che rischia di indebolire il sito in modo definitivo", la Fiom ribadisce che il problema principale risiede nell'assenza di un piano industriale per il consolidamento ed il rilancio del sito: "Non c'e' alcuna traccia della volontà di portare a Vado Ligure le locomotive TRAXX 3 per il mercato estero europeo, condizione che porterà la fabbrica ad essere senza carichi di lavoro a fine estate".

"Al tempo stesso si è sempre in attesa della formalizzazione del contratto per la produzione di 14 treni per Trenitalia per l'Alta Velocità, cosa che porterebbe due anni di lavoro al sito. Nessuna novità neppure sul fronte della collaborazione con Hitachi (strategica per Bombardier) per la produzione dei treni a potenza distribuita destinati al trasporto regionale, situazione per la quale si è ancora fermi alla lettera di intenti a cui non si è più dato seguito".

La Fiom ha chiesto al Mise di "mettere Bombardier di fronte al fatto che per Vado deve essere fatta una scelta chiara" e "se Bombardier non garantisce più il sito produttivo, occorre allora lavorare ad un piano B verificando la disponibilità da parte di altri gruppi a rilevare lo stabilimento".

Il tavolo sarà riconvocato entro la fine della terza settimana di maggio ma nel mentre i sindacati decideranno con i lavoratori le iniziative di mobilitazione da mettere in campo.

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