La Germania ha ingaggiato una vera e propria battaglia contro l’inquinamento acustico provocato dal trasporto merci su treni vecchi e rumorosi.

Se da un lato il Paese è alla continua ricerca di tecnologie in grado di risolvere il problema (Ferrovie, Germania: 30 tecnologie per la riduzione del rumore dei carri merci), dall’altro una legge del governo federale proibisce ai carri merci provocanti rumori di circolare sulla rete ferroviaria tedesca a partire dalla fine del 2020, in anticipo di quattro anni rispetto alla scadenza fissata dall’Unione Europea.

Le decisioni della Germania potrebbero però ora diventare un problema per la confinante Polonia.

Fino a oggi molti dei treni polacchi diretti verso le coste occidentali dell’Europa – treni che rientrano nella categoria di vecchi e rumorosi – passavano attraverso la Germania.
Ora, se il piano tedesco dovesse entrare in vigore nel 2020, i treni polacchi saranno costretti a evitare la Germania passando per l’Austria e l’Italia, con il rischio di rallentare i trasporti e lo sviluppo del settore ferroviario polacco.

Per scongiurare il grave rischio, il governo di Varsavia ha cercato di negoziare con la Commissione europea una deroga alle nuove norme che consentirà ai treni merci polacchi più rumorosi di continuare a viaggiare fino al 2036: la deroga però consentirà il trasporto merci fuori dai confini nazionali della Polonia solo nei primi quattro anni.

La Polonia non è quindi pronta ad adeguarsi alle norme europee, e per questa ragione se da un lato ha chiesto una deroga, dall’altro ha accusato la Germania di “violare le leggi dell’Unione Europea” anticipando un limite che comunque entrerà in vigore in tutto il continente fra cinque anni.

Il governo tedesco è però determinato a portare avanti il progetto di incremento del trasporto ferroviario delle merci a scapito di quello su gomma, rispettando le nuove regole imposte dall’Unione Europea. In questo modo, anticipando le misure decise dell’Europa, sarà possibile per il Paese ridurre in un colpo solo sia linquinamento acustico che quello ambientale.

Secondo l’EEA, l’Agenzia europea dell’ambiente, ogni anno l’inquinamento acustico è responsabile di 16 mila morti in tutta l’Unione Europea. Tra le principali fonti di inquinamento c'è proprio il settore dei trasporti, soprattutto stradali e ferroviari.

In Europa, circa 19 milioni di persone sono esposte al rumore generato dal trasporto ferroviario, che supera i 55 decibel. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), sarebbe opportuno portare i livelli di rumore prodotti dal traffico ferroviario al di sotto dei 54 dB durante il giorno, e al di sotto dei 44 dB durante la notte.

Al di sopra di questi livelli, infatti, si rischiano gravi danni alla salute per chi vive in prossimità delle ferrovie e delle autostrade, tra cui disturbi del sonno e sviluppo di malattie cardiovascolari, così come si rischia di compromettere l’apprendimento nelle fasi di sviluppo dei bambini.

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