È stata temporaneamente sospesa la forte iniziativa di mobilitazione intrapresa la scorsa settimana alla Bombardier di Vado Ligure.

“Pur rimanendo estremamente insoddisfatti per la conferma della volontà di procedere alla cessione dell’ingegneria nonché per la mancanza di immediate risposte da parte del Gruppo relativamente a carichi di lavoro per le locomotive DC3 dall’estero, intendiamo capire se il percorso presentato da Bombardier al MISE con la definizione di una forte partnership con un altro Gruppo che opera nella produzione di materiale rotabile sia effettivamente propedeutica a salvaguardare la completa occupazione del sito ed a mantenere tutte le funzioni ora presenti a Vado” affermano i sindacati di categoria.

“Lo spacchettamento non è una prospettiva che accogliamo con favore, tutt’altro. Siamo però disponibili, a fronte di impegni precisi validati in sede ministeriale, a discutere di un percorso in grado di definire una alleanza industriale per il rilancio del sito. In altre parole, se rispetto alle opportunità produttive aperte (a cominciare dall’alta velocità con la produzione di almeno 14 nuovi Zefiro 1000 e dai treni destinati al trasporto passeggeri regionale per i quali andiamo incontro alla necessità di anticipare i tempi di consegna dei 600 nuovi convogli), ci fosse un impegno di Hitachi (individuando in questa azienda la realtà più solida del mercato italiano con cui sono già aperte avanzate discussione per la realizzazione degli investimenti che Trenitalia ha definito negli anni passati e che si appresta a confermare con il nuovo Piano Industriale che seguirà quello presentato da Ferrovie) che andasse oltre la semplice collaborazione, ciò rappresenterebbe per noi un elemento di grandissimo interesse nonché di speranza per il mantenimento ed il rilancio del sito”.

“Abbiamo però ora bisogno di affidamenti ed immediatamente dopo di fatti. Occorre l’impegno di Bombardier a definire la migliore soluzione possibile nonché la conferma che, una volta scelta la partnership, vengano definiti i carichi di lavoro che daranno produzione dopo che saranno ultimate le locomotive DC3. Occorre che siano definiti i carichi di lavoro che il partner porterà in produzione nel sito nonché le basi concrete per dare stabilità per i prossimi 5/10 anni (come da impegno formalmente assunto con noi dal Gruppo)” aggiungono Fiom, Fim, Uilm ed Rsu sindacale.

“Infine occorre che le istituzioni seguano ed accompagnino fattivamente la vertenza verso una soluzione positiva dando seguito a quanto più volte ribadito in sedi istituzionali, dal momento che lo stabilimento produttivo è stato giudicato strategico”.

 

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