Le ferrovie europee sembrano sul punto di svegliarsi dal torpore che le attanaglia ormai da diversi anni rispetto ai collegamenti notturni europei.

Ultime in ordine di tempo sono le Ferrovie Svizzere, i cui vertici dell'azienda stanno pensando di reintrodurre questo segmento, seguendo l'esempio delle ferrovie austriache che negli ultimi anni hanno potenziato i collegamenti notturni fra le grandi città europee.

Se qualcuno pensasse il contrario è il momento di farsene una ragione, si tratta di una strategia premiante visto che il 20% del giro d'affari del gruppo austriaco è rappresentato oggi proprio dai viaggi notturni che includono anche l'Italia.

La brutta direzione attuale è stata intrapresa dieci anni fa quando la concorrenza degli aerei low-cost aveva fatto credere che per questo segmento non ci fosse più mercato.

Al giorno d'oggi, però, forse per gli scioperi sul clima, forse per un maggiore presa di posizione nei confronti dell'ambiente, la medaglia si è rovesciata e sempre più politici chiedono di potenziare i collegamenti notturni nella Confederazione, rivendicazioni a cui non si sono mostrati per fortuna sordi i vertici di FFS.

Questi ultimi si sono affrettati a chiarire che c'è la volontà di reintrodurli ma non subito perché prima c'è bisogno di nuovo materiale rotabile.

Una presa di posizione che speriamo venga seguita anche da altre amministrazioni e che possa coinvolgere anche il nostro Paese, perché un'alternativa comoda e meno stancante dell'aereo sarebbe senza dubbio gradita da molti viaggiatori.

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