In questi giorni si sente molto parlare di eliminazione dei passaggi a livello ancora rimasti lungo le linee ferroviarie italiane gestite da RFI.

Ne sanno qualcosa nelle Marche, dove uno viene soppresso in questi giorni (Ferrovie: addio al Passaggio a Livello di Marotta-Mondolfo [VIDEO]) e altri 71 lo saranno nei prossimi anni dopo un accordo tra regione e RFI (Ferrovie: via 71 Passaggi a Livello nelle Marche).

Ma allo stato attuale, unità più, unità meno, quanti sono i passaggi a livello ancora rimasti in Italia?

Rispondere a questa domanda, o almeno farlo con certezza, non è semplice, ma ci proviamo sulla base dei dati che abbiamo nel tempo raccolto.

Al momento, secondo le nostre stime, dovrebbero esserci ancora in Italia circa 4.390 passaggi a livello, abbastanza equamente divisi tra i vari compartimenti.

La maggior parte di essa, oltre 3.300, dovrebbero trovarsi sulle linee secondarie, su quelle, per capirci, dove circolano meno di 40 treni al giorno. Meno di un migliaio dovrebbero essere quelli sulle linee in cui viaggiano dai 40 ai 100 treni al giorno  mentre un centinaio sarebbero quelli su linee con più di 100 treni al giorno e nei nodi. Ovviamente, ci sembra superfluo dirlo, non esistono passaggi a livello sulle linee ad Alta Velocità, né su quelle di recente costruzione né sulla Direttissima.

Sempre secondo i nostri calcoli, che ripetiamo vanno presi per quello che sono non essendo ufficiali, il compartimento con il maggior numero di PL ancora attivi sarebbe quello di Torino che dovrebbe averne da solo oltre 700, seguito poi da quello di Milano con oltre 600 e quindi Palermo con oltre 400. Ad essi si succedono in ordine Firenze, Napoli, Venezia, Ancona, Verona, Bologna, Bari, Roma, Cagliari, Trieste, Reggio Calabria e per ultimo Genova.

Va detto che il numero di PL è in continua riduzione, per opera di RFI che sempre più spesso si prodiga per sostituirli con sovrappassi e sottopassi. Basti pensare che ad inizio 2015 ne erano attivi 4.813, quindi in 5 anni ne sarebbero stati chiusi oltre 420, più di 80 in media ogni anno.

Si va, dunque, verso una "lotta senza quartiere" nei confronti di quello che è uno dei punti più sensibili della rete ferroviaria, troppo spesso protagonisti di incidenti, come quello tragico di Caluso (Ferrovie, scontro tra Tir e treno a Caluso: due morti e almeno 20 feriti) e comunque forieri di lamentele da parte delle popolazioni che li devono spesso attraversare.

Resta invece, da parte degli appassionati, il rammarico per veder sparire un'altro pezzo della storia della ferrovia.

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