Il 1939 fu un anno storico per le Ferrovie dello Stato.

L'azienda intera e gli ETR 200 nel dettaglio, entrarono definitivamente nella Storia e se vogliamo nelle Leggenda.

Le FS diedero infatti spettacolo al mondo intero sulla Firenze - Milano dove andò in scena uno show che lasciò tutti senza fiato.

Il 20 luglio 1939 l'ETR.212, guidato dal macchinista Cervellati, percorse i 315 km che separavano il capoluogo toscano da quello lombardo in un'ora e quarantacinque minuti, alla media di oltre 164 km/h.

La tratta appenninica tra Firenze e Bologna venne coperta in soli 39 minuti alla eccezionale media, considerato il tracciato e la qualunque assenza di ogni moderna linea AV, di 154 km/h con punte di 180 km/h e con un massimo, tra Grizzana e Monzuno, di 184 km/h.

Tra Bologna e Milano, la media risultò invece di 171 km/h e tra Lavino e Rogoredo di ben 176 km/h.

L'elettrotreno non mancò l'appuntamento con i duecento chilometri orari, raggiungendo una punta di 203 km/h in un breve tratto di discesa presso Pontenure, tra Fidenza e Piacenza, con la tensione aumentata a circa 4.000 Volt.

Quel che non tutti sanno è che il vero record di questo treno non fu la velocità massima appena raccontata che era giù stata superata da altri treni all'estero, ma proprio la media di 176 km/h su una distanza "lanciata" di quasi 200 km.

La notizia fu ancora più rilevante se si considera che questi risultati furono ottenuti da un treno "normale", che i giorni successivi venne utilizzato per servizio regolare, senza quindi troppe modifiche estetiche o aerodinamiche.

La sola cosa che si era verificata nei giorni prima era qualche problematica dovuta alla captazione della corrente che era stata risolta durante la corsa utilizzando per una parte del percorso entrambi i pantografi e per una parte il solo anteriore, sfruttando l'effetto aerodinamico della testa di vipera del treno per aumentare la forza del filo sulla linea aerea.

Non tutti sanno che proprio in seguito a questo fatto, le FS decisero di abbassare l'altezza normale del filo di contatto della linea aerea al livello attuale. Unica altra accortezza fu quella di sostituire uno scambio a Bologna affinché il treno potesse impegnarlo senza dover rallentare a meno di 80 km/h.

Inutile dire che l'eco della corsa prova arrivò sulla stampa nazionale ed estera, contribuendo a creare il mito di quello che successivamente sarà il Polifemo.

Come sempre, però, l'uomo fa e l'uomo distrugge, motivo per il quale una seconda corsa da record che avrebbe dovuto superare il primato tedesco di 215 km/h per mano dell'ETR.214 venne abbandonata per colpa dell'arrivo imminente della Seconda Guerra Mondiale.

Dell'ETR.212 del record oggi possiamo ancora farci vanto, visto che il convoglio, consegnato nel gennaio del 1939 è in seguito diventato l'ETR.232 che oggi è nel parco della Fondazione FS Italiane.

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