Siamo nel 1994 e la ferrovia è molto diversa da quella che conosciamo oggi.

Spezzata in due tra treni velocissimi appena consegnati e rotabili che sarebbero da pensionare, Ferrovie dello Stato decide di svecchiare la sua immagine, partendo dal primo punto, il proprio logo.

I rotabili, fino ad ora, hanno vestito prevalentemente quello a losanga, elegantissimo secondo il nostro punto di vista, ma la compagnia ferroviaria vira con decisione e approva un pittogramma decisamente più futuristico e meno facilmente comprensibile.

Lo realizza lo studio di architettura inglese XMPR International e viene presentato ufficialmente a Roma Termini il 7 dicembre dello stesso anno. Esso fa parte di uno studio che prevede anche divise del personale, segnaletica e livree dei rotabili e ha il suo inizio ben due anni prima.

Nel novembre 1992, infatti, lo studio ha una partenza che vede il suo punto cardine nel maggio dell'anno successivo, quando il logo viene ufficialmente depositato.

In un primo momento si pensa, intelligentemente secondo noi, di non applicarlo ai rotabili esistenti, per evitare un eccessivo "chiasso" cromatico, ma poi questa decisione viene meno e si parte con una distribuzione casuale che lo vede comparire anche su mezzi prossimi alla demolizione.

Nella maggior parte dei casi soppianta quelli adesivi a losanga, ma in alcuni casi viene messo in atto un vero e proprio sacrilegio, andando a rimpiazzare anche i fregi a rilievo di splendide macchine come le E.645 o le E.656, tanto per fare qualche "nome".

In un delirio di rinnovamento a tutti i costi lo si applica anche sui rotabili storici come il Settebello, dove davvero non ha alcun senso e dove va a cozzare con la livrea e con l'estetica del treno più bello del mondo.

In realtà, che non fosse un logo bellissimo una volta applicato, devono essersene resi conto anche i dirigenti di Trenitalia, visto che nel corso del tempo, ferma l'idea di base, viene più volte cambiato.

Dapprima viene stondato l'angolo in alto a sinistra, e poi anche quello nel mezzo, dando alla "S" una maggiore visibilità. Nel frattempo si cambiano anche i colori con i tre iniziali verde, blu e lilla che nella versione rivista diventano verde e rosso, con il bianco dello sfondo a richiamare il Tricolore.

Non mancano alcune varianti di colore, più o meno autorizzate, come quello tutto blu della E.636.117.

Il resto è storia di oggi, con il logo del Gruppo FS che nella sua versione definitiva trova ormai posto in tutti i rotabili in servizio.

Non si sa per quanto ancora, però. Perché il logo a televisore è durato ufficialmente per 16 anni e quello a losanga per 12. Nel caso di quello attuale, pur con diverse varianti, siamo già a oltre 20...

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