Nello scorso luglio 2018 Hitachi Rail Italy si è vista assegnare da Trenitalia una commessa per la fornitura fino a 135 (minimo garantito 70) treni a trazione Diesel-elettrica del valore di 1,6 miliardi di euro.

Contestualmente, tuttavia, i concorrenti dell’azienda ferroviaria giapponese, vale a dire i francesi di Alstom e gli svizzeri di Stadler, avevano impugnato separatamente al Tar del Lazio l’assegnazione della commessa, contestando a Trenitalia di aver rivolto a Hitachi un ingiustificato trattamento di favore.

Oggi è giunta notizia che i giudici amministrativi capitolini hanno negato la sospensiva dell’ordine, richiesta da Alstom e da Stadler. Per ora, quindi, nulla cambia, Hitachi continua ad essere la titolare della commessa per i nuovi treni, che Trenitalia acquista soprattutto per conto di alcune regioni italiane ancora con linee non elettrificate.

La commessa in questione non è altro che il terzo ramo della maxi-gara del 2015 per i nuovi treni regionali, quella che ha portato al maxi-ordine dei nuovi Rock (Hitachi) e Pop (Alstom), tra circa 3 mesi in servizio di linea sui binari italiani.

Quell’appalto, come detto, oltre a questi treni, prevedeva anche l’acquisto di 50 treni Diesel-elettrici. La gara fu inizialmente aggiudicata a Stadler, poi Trenitalia ci ripensò ritirando l’assegnazione e innescando un contenzioso legale con l’azienda svizzera.

Nel 2017-18 Trenitalia ha rilanciato la gara, modificando le richieste (per esempio passando da 50 a 135 convogli e fissando un minimo garantito, prima inesistente, di 70). Questa nuova gara è andata invece a Hitachi, con una offerta che ha sbaragliato la concorrenza, costituita – come al solito – dalla stessa Stadler e da Alstom. Il treno da realizzare, sarà monopiano e bidirezionale con entrata in esercizio prevista per il 2022.

I giudici amministrativi hanno fatto presente che Trenitalia e Hitachi hanno sottoscritto all’inizio di gennaio un accordo per la fornitura, intanto, di 29 convogli a Trenitalia, che ha premura di “girarli” alle regioni Sardegna, Sicilia e Val d’Aosta. Trenitalia ha garantito che questo primo ordine non intaccherà la soglia dei 70 convogli garantiti come minimo contrattuale.

A questo punto, hanno osservato i giudici del Tar, non c’è nessun danno se questa primissima “tranche” della commessa viene assegnata operativamente. Quindi, come detto all’inizio, il contratto, almeno per il momento, va avanti.

Questo, ovviamente, non cancella il ricorso e la possibilità che i giudici del Tar alla fine riconoscano l’illegittima assegnazione a Hitachi del contratto complessivo. Tutto dipenderà dal giudizio di merito, fissato per il 17 aprile. 

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