Se continua di questo passo dovremo fare una rubrica apposita, fatto sta che proseguono le demolizioni di materiale obsoleto, con una velocità forse mai vista fino ad ora.

È l'inevitabile conseguenza di una ferrovia che si svecchia, che non ha più bisogno di rotabili superati e che deve fare spazio alla "pletora" di nuovi mezzi che arriveranno nel giro di qualche settimana.

I tempi dei lunghi accantonamenti con file di mezzi fermi in attesa di demolizione nei depositi di mezza Italia sembrano essere finiti, oggi si cerca di velocizzare le operazioni alla luce del fatto che tra meno di 70 giorni i primi Pop e Rock inizieranno a solcare la nostra rete ferroviaria avendo bisogno di binari liberi per sostare ed essere ricoverati.

Aggiorniamo dunque il nostro triste elenco con i recenti invii, non fosse altro se non perché questa volta alcune demolizioni sono in qualche modo eccellenti.

Nella giornata di oggi, infatti, sono state mandate col loro ultimo viaggio da Alessandria a San Giuseppe di Cairo alcune vetture Due Piani Casaralta e il rimorchio per automotrici Le 108.007 mentre in quella di ieri c'è stata una mattanza di Tigre.

La E.464.218 è infatti stata incaricata di trainare da Taranto a, verosimilmente, San Giuseppe di Cairo gli ultimi tre esemplari ancora fermi nello scalo della città bagnata dal Mar Jonio.

Per gli amanti dei numeri si tratta delle E.633.014 (Tibb 1982), della E.633.042 (Sofer-Ansaldo 1983) e della E.633.082 (Savigliano-Ansaldo 1986). A titolo di curiosità, la E.633.014 aveva ricevuto nel 1999 l'applicazione dei gruppi statici 2x120 kVA per i servizi ausiliari.

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