Nuovo passo avanti per la realizzazione della TAV Torino-Lione.

Attraverso la coordinatrice del corridoio Mediterraneo Iveta Radicova, l’Unione Europea, ha infatti ufficializzato la volontà di alzare la quota di finanziamento comunitario anche per le tratte nazionali.

Per l’Italia questo significa uno sconto complessivo di 1,6 miliardi. La spesa per il nostro Paese scenderebbe da 3,104 miliardi per il tunnel di base a 2, 367 miliardi mentre la spesa per il collegamento che da Bussoleno, Val Susa, Torino verrebbe dimezzata da 1,7 miliardi a 850 milioni.

La Francia dovrebbe spendere 1,764 miliardi (erano 2,289) per il tunnel di base mentre resta da definire il risparmio per la realizzazione delle linee di accesso.

In occasione della riunione del consiglio di amministrazione della Telt, società incaricata di realizzare la TAV, “la rappresentante dell’Ue ha annunciato che il cofinanziamento di Bruxelles sale al 55% per la parte internazionale mentre viene finanziato il 50% delle tratte nazionali”, ha detto il nuovo presidente del Piemonte, Alberto Cirio.

L’Ue per aumentare la sua parte di finanziamento chiede risposte in tempi rapidi a Italia e Francia sulla volontà di realizzare davvero le opere. La lettera europea è arrivata venerdì scorso a Roma e Parigi e Bruxelles si aspetta una risposta entro 15 giorni. Per accelerare i tempi, il CdA di Telt ha autorizzato la pubblicazione degli avvisi di gara per la tratta italiana del tunnel di base.

Oggi poi Radicova ha spiegato: “Il risultato dell'appuntamento di ieri a Parigi è chiaro: il progetto continua. Poi da parte dell'Europa c'è il pieno rispetto per le decisioni di ogni governo che può scegliere in qualsiasi momento di ritirarsi, di spendere oppure perdere il denaro messo a disposizione. Certo, se il governo italiano fermasse tutto sarebbe un errore per il futuro dell'Europa”.

Immediata la replica del ministro delle Infrastrutture Danilo Torinelli: “Non è partito alcun bando, si tratta di manifestazioni di interesse che prevedono clausole di recesso senza oneri come scritto nella lettera di Telt a Macron e Conte”.

Radicova comunque ha sottolineato che “La questione tempo è cruciale, c'è un timing che va rispettato se non vogliamo perdere le risorse. Sulla TAV c'è un accordo di 27 paesi membri, tutti mettono impegno e risorse. Il progetto è stato deciso 24 anni fa, e confermato più volte. La Torino-Lione è una connessione che riguarda tutta l’Europa, ne abbiamo davvero bisogno”.

In merito all’aumento del finanziamento europeo portato al 55% per la tratta internazionale, Radicova ha sottolineato che “vale per tutti i progetti cross-border, non solo per la TAV. L’idea è favorire la crescita delle connessioni transfrontaliere e la Torino-Lione può essere supportata con questo meccanismo”.

Toninelli ha di nuovo replicato: “Chi oggi afferma che c’è un aumento dei fondi europei al 55% dovrebbe con onestà dire che per aumentare i fondi serve un nuovo regolamento europeo in cui devono essere accettate le opere per cui aumentare i fondi e soprattutto l’approvazione del parlamento europeo e questo farebbe passare due anni”.

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