Ritorna un nuovo appuntamento con “Top & Flop”! la rubrica di Ferrovie.Info in cui annoveriamo personaggi, aziende, enti o categorie che si sono, a nostro avviso, distinti in positivo e in negativo questa settimana.

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Questa settimana, non prenderemo in considerazione le notizie apparse sul sito, bensì ci baseremo su quanto di più ferroviario ci possa essere: un viaggio in treno, in corso anche durante la stesura di queste stesse righe.

Come di consueto... partiamo!

TOP - Treno Pop

Sull'estetica, possiamo dirlo, non ci troviamo di fronte ad una perla di design. Bisogna dire che il Pop è in buona compagnia, visto che gli ultimi convogli sfornati dall'industria ferroviaria sono più funzionali che belli.

Dentro la comodità è nella media: seggiolini rigidi, non troppo spazio per le gambe (ma è giustificato, essendo un treno per pendolari...) e nemmeno tutto questo spazio per le valige. Nonostante questo però, il treno fino adesso è ampiamente sopra la sufficienza. Basterebbe per il top? No.

Quello che sorprende è un altro fattore, altrettanto importante per i treni destinati a questo segmento: l'accelerazione. A bordo, ha dello sbalorditivo: nei primi metri di spunto, la velocità aumenta in pochissimo tempo, avvicinandosi vagamente alla sensazione degli aerei di linea in fase di decollo. Capita così di partire da una stazione qualsiasi con 5 minuti di ritardo e di ritrovarsi in quella successiva, distante solo pochi chilometri, in anticipo di 2.

Non abbiamo sottomano dati numeri ad avvalorare la nostra osservazione, ma per capire di cosa parliamo basta prendere un Pop e capire. Con la diffusione di questi treni, sarà la volta buona che le tracce orarie subiranno una leggera velocizzazione?

Intanto, se ci passate il gioco di parole top per il Pop!

Flop - Copertura telefonica sui binari

Ci avviamo ad essere tutti connessi con il 5G, a casa nostra Alexa e Google Home accendono la televisione 4K con un semplice comando vocale, mentre i PC scaricano svariati giga in pochi secondi grazie alla fibra ottica. Poi, il signor Rossi (sostituitelo con il cognome che più preferite) prende un treno regionale per spostarsi di un centinaio di chilometri, con alcune gallerie lungo il percorso. Ecco, il signor Rossi per un'ora o due sparisce dai radar.

Non è un peccato mortale, ma all'alba del 2020 avere ancora la stragrande maggioranza delle gallerie no-AV senza copertura telefonica è qualcosa di anacronistico. 

Sono finiti i tempi in cui i passeggeri dei treni sorseggiavano brandy osservando fuori dal Belvedere degli Arlecchino, oppure degustando con calma la pasta al forno fatta da nonna appoggiandola sul tavolino reclinabile delle carrozze X. 

Adesso - purtroppo, aggiungiamo noi - le persone devono rimanere connesse per lavoro, per controllare le e-mail, per comunicare modifiche urgenti a quel determinato progetto. E a chi chiede "ma non lo puoi fare dopo?" la risposte è spesso e volentieri "No, lo devo fare adesso". E se ci sono le gallerie di mezzo, tu non lo fai.

Ecco, qui un flop ci sta tutto. Il trasporto regionale sta facendo passi da gigante in avanti, e di questo siamo grati a Trenitalia. Ma rimanere scollegati, ahinoi, è un lusso che oggigiorno non possiamo permetterci. Flop!

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