A metterlo nero su bianco è Armin Weber, Responsabile Traffico Viaggiatori FFS Internazionale.

L'intervista è apparsa sul TicinOnLine di oggi e chiarisce, una volta per tutte, la posizione sull'AV da parte delle FFS.

Un passaggio interessante è questo: "Il classico traffico ad alta velocità, con velocità superiori ai 250 km/h, sulla lunga percorrenza per la Svizzera non sarebbe ipotizzabile, in quanto i treni ad alta velocità dovrebbero viaggiare su reti separate.
L’impiego di treni ad alta velocità, di treni merci e di treni del traffico regionale sulle stesse  tratte non è possibile.
Uno scenario con reti separate in Svizzera non è pensabile".

In effetti la rete svizzera, pur tecnologicamente molto avanzata, non presenta località così lontane tra loro da poter godere di una velocizzazione dei tempi di percorrenza con l'AV, senza contare la difficilissima conformazione morfologica di cui è caratterizzata (Alpi in primis).

Weber nell'intervista non parla di Alta Velocità, bensì di "treni 'rapidi quanto necessario' e non 'più rapidi possibile'.

Una scelta saggia? Nel caso svizzero probabilmente sì.

Inoltre, ad una domanda del giornalista del TicinOnLine sui prezzi diversi del biglietto in base alla velocità del treno (come in Italia, ad esempio), Weber risponde che il traffico integrato in Svizzera permette al cliente di utilizzare ogni treno che circola su una determinata tratta con un unico biglietto e che questo modello è parte del grande successo del trasporto pubblico in Svizzera.

In soldoni, mai e poi mai si cambierà sistema.

Insomma: insegnare qualcosa agli svizzeri in termini di trasporto pubblico è veramente difficile (se non impossibile).

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