Ritorna un nuovo appuntamento con “Top & Flop”! La rubrica di Ferrovie.Info in cui annoveriamo personaggi, aziende, enti o categorie che si sono, a nostro avviso, distinti in positivo e in negativo questa settimana. 

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Partiamo!

TOP - Scartamento variabile 

Viene da chiedersi perché non sia stato fatto prima ma evidentemente ciò che all'apparenza sembra facile, in ferrovia diventa di ben altra difficoltà: parliamo della nuova tecnologia degli assi a scartamento variabile

Capostipite di questo grande progresso è la Spagna, caratterizzata dalla presenza sulla sua rete di tratti ferroviari a scartamento standard ed altri a scartamento "largo".
Da anni, Adif, Azvi e Tria stanno lavorando alla messa a punto di un sistema che a quanto pare è vicinissimo al suo esordio a livello commerciale sulla rete iberica.
Se la tecnologia si rivelasse al top anche nell'esercizio di tutti i giorni (quello che funziona bene nei test non sempre si rivela una mossa azzeccata sul campo) potrebbe rappresentare una rivoluzione a livello europeo: pensiamo, ad esempio, allo scartamento sovietico (e ai complicati cambi di carrello alle frontiere) o allo scartamento ridotto svizzero.

Proprio gli svizzeri, in realtà, stanno portando avanti un programma parallelo su alcune delle loro carrozze in dotazione alla Golden Pass Line.

Questa novità potrebbe fare un gran bene all'interoperabilità e al trasporto merci e passeggeri in Europa. Top!

FLOP - I "casi" dei macchinisti ubriachi

 

Il flop è da intendere non solo ai macchinisti (italiani e svizzeri o di qualsiasi altra nazionalità) che si mettono al banco di guida dopo averci dato dentro con i drinks, ma anche alla psicosi ingiustificata che pare abbiano generato i recenti casi di cronaca relativi a questi fatti.

Certo, bere prima di mettersi alla guida non è una grande pensata in nessuna parte del mondo e nessuno consegnerà loro una medaglia per aver compiuto una leggerezza così grave.

Non è però corretto nemmeno guardare con sospetto e "pensare male" ogni qualvolta si incroci lo sguardo di un macchinista in cabina.

Forse stiamo esagerando, ma l'impressione è che si sia creato un clima ostile attorno al personale di macchina nell'ultimo periodo: se è vero che in due o tre hanno sbagliato (ricordiamolo, due o tre, non cento!), è altrettanto vero che ci sono migliaia di lavoratori che da anni svolgono il loro impiego con professionalità e intelligenza.
Generalizzare e "sparare nel mucchio" non ci piace.

Flop, quindi, a tutti quanti. E speriamo di trattare per l'ultima volta un filone chiuso e che non si debba più riaprire.

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