Si complica se possibile ancora di più la situazione della ex compagnia di bandiera del nostro Paese.

Atlantia ha comunicato infatti che “non ci sono le condizioni per l’adesione della società al Consorzio finalizzato alla presentazione di un’eventuale offerta vincolante” per Alitalia.

Ieri intanto erano circolate indiscrezioni sull’intenzione di Lufthansa di partecipare con unofferta pari a 150-200 milioni al salvataggio della ex compagnia di bandiera, ma subito era arrivata la smentita da parte dell’Ad Carsten Spohr durante una conferenza stampa: “Abbiamo sempre detto che vogliamo prima vedere un’Alitalia ristrutturata, poi considereremo un investimento”.

La decisione di Lufthansa, unita alle molte perplessità sul piano presentato dagli americani di Delta, ha spinto Atlantia a tirarsi fuori proprio il giorno prima della convocazione del consiglio di amministrazione di FS.

La compagnia a guida Benetton preferisce chiedere una pausa di riflessione piuttosto che investire 350 milioni sul piano Delta che è a suo parere, spostato sugli interessi degli americani e degli alleati di Air France-Klm.

I Benetton temono, come sottolineato da molti analisti, di avere un progetto che nel giro di un anno brucerebbe rapidamente le risorse iniziali (800 milioni di euro) costringendo i soci ad una nuova iniezione di capitali. I tedeschi invece sono pronti ad investire più di Delta (circa 150 milioni contro 100) ma solo dopo una profonda ristrutturazione di Alitalia. Secondo i tedeschi, il vettore italiano, dovrebbe ridurre il numero degli aerei (90 contro gli attuali 118), tagliare il personale (6 mila dipendenti contro gli 11 mila attuali), e diminuire i voli di medio raggio.

Oggi pomeriggio si riunirà il CdA di FS che dovrà inevitabilmente prendere atto della decisione di Atlantia, dopo aver inviato lunedì scorso una lettera al governo nella quale si prospettava la possibilità di chiudere positivamente la trattativa con Delta.

La già tormentata vicenda della ex compagnia di bandiera, si complica ulteriormente e le prossime ore saranno cruciali per capire se si andrà verso l’ottavo rinvio – ipotesi invisa al ministro dello Sviluppo Patuanelli che ieri ha già ribadito che non ci saranno proroghe -, oppure se si punterà ad un “piano B” che include la nazionalizzazione a tempo di Alitalia e la partecipazione di una azienda pubblica.

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