È stato approvato dal Senato poco prima della scadenza prevista domani, il decreto Alitalia che contiene il finanziamento da 400 milioni per la compagnia, della durata di sei mesi. 

Le risorse erano già state versate dal ministero dell'Economia lo scorso dicembre e il prestito dovrebbe essere restituito prima della fine i giugno. La somma ha un tasso di interesse (necessario per evitare che risultasse, de facto, un aiuto di Stato venendo bloccato dall'Ue) di quasi il 10% ma non è detto che la compagnia di bandiera riuscirà a rimborsarlo, come accaduto con il precedente prestito che arrivò dal Governo Gentiloni.

La situazione economica di Alitalia non è del resto rosea. Nei conti della compagnia, che ha oltre 11mila dipendenti, sono presenti “passività correnti per circa 2,3 miliardi di euro, a fronte di attività per 921 milioni”.

Il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli, si è detto convito che con questa ultima tranche di prestito e "anche con la riformulazione del pagamento degli interessi del Mef, che libera cassa per ulteriori 150 milioni", Alitalia "può arrivare alla conclusione della procedura di amministrazione straordinaria".

Il vero nodo è però quello di arrivare a risanare parte delle casse del vettore aereo italiano al fine di rendere appetibile, sul mercato, la compagnia.

Verranno ricontattate tra gli altri Lufthansa, Air France-Klm e Delta, con cui andrà rinegoziata l'alleanza transatlantica e poi richiamare in causa anche Ferrovie dello Stato, che dovrebbero essere il socio capofila della nuova cordata e che potrebbero puntare all'investimento in un'ottica di intermodalità treno/aereo.

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