I commissari straordinari di Alitalia hanno ricevuto nella giornata di ieri due offerte vincolanti, di FS e EasyJet, e una manifestazione di interesse non vincolante da parte di Delta.

Lo rende noto la compagnia in una nota. Nei prossimi giorni, i commissari provvederanno a esaminare in dettaglio la documentazione ricevuta e successivamente - conclude la nota - a trasmettere le proprie determinazioni al ministero dello Sviluppo Economico.

Ora inizia la fase più difficile per la quale restano ancora nodi da sciogliere in un tempo molto limitato, poiché entro il 15 dicembre vanno restituiti i 900 milioni più interessi del prestito ponte.

La proposta di FS

La busta più "pesante" e più attesa è arrivata dalle Ferrovie dello Stato, che martedì ha avuto il via libera del cda a farsi avanti con l'offerta per l'acquisto dei rami d'azienda di Alitalia-Sai e Alitalia Cityliner.
L'offerta stabilisce che venga fatto un piano industriale nel corso di una "confirmatory due diligence", condizione essenziale dell'operazione per individuare soggetti privati e istituzionali interessati.
Allo stesso tempo FS si riserva di costituire una società anche con la compartecipazione di un primario vettore aereo. Per tutelarsi, tuttavia, le Ferrovie avrebbero indicato che, qualora non si configurasse questo disegno, l'offerta decadrebbe.

L'offerta di EasyJet

In campo anche EasyJet. La low cost inglese ha ribadito "la propria manifestazione di interesse per una Alitalia ristrutturata". Si tratta della seconda offerta vincolante, un'offerta che, spiega la compagnia, è "in linea con i termini del processo di vendita avviato dal nuovo esecutivo, è coerente con l'attuale strategia di EasyJet per l'Italia".

La manifestazione di Delta

La terza manifestazione di interesse è invece dell'americana Delta mentre rimane confermata l'uscita di scena Lufthansa, che poche ore priva aveva chiarito di non essere interessata "ad essere co-investitore con il governo in una compagnia che ha bisogno di essere ristrutturata".

Ora inizia la fase più difficile, ossia costituire una newco con una dotazione di almeno 2 miliardi in cui far confluire, insieme a FS altri partner istituzionali e un partner del settore.

Tra le possibili società pubbliche da coinvolgere si sono già sfilate tuttavia Leonardo ed Eni e su Cdp c'è la contrarietà della Fondazioni.

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