Il mondo festeggia il 9 novembre 1989 per la caduta del Muro di Berlino. Ma cosa succede in quell'anno è in ferrovia?

Nel 1989 Trenitalia è ancora lontana dall'arrivare ed esistono saldamente le Ferrovie dello Stato. Amministratore Straordinario del tormentato Ente è Mario Schimberni e il periodo non è dei migliori ma è fatto di molti tagli e pochi investimenti.

Sono gli anni in cui le ferrovie si barcamenano tra treni molto vecchi che ancora sono il nerbo della compagnia pur essendo stati costruiti dopo la Seconda Guerra Mondiale e novità che si affacciano prepotentemente ma stentano a imporsi, come il Pendolino ETR 450 che ha iniziato l'esercizio solo un anno prima.

Infrastrutturalmente l'Italia è un paese ferroviariamente arretrato. La Direttissima Roma - Firenze, unica ad Alta Velocità, è ancora in costruzione e non vedrà la fine prima di altri tre anni, nel 1992.

Dal punto di vista dei rotabili si registra la fine delle consegne delle E.656, la cui ultima serie viene completata proprio nel corso del 1989 e delle D.145 sia della serie 1000 che della 2000, mentre la grande novità sono le E.652 di cui si inizia la costruzione e che rappresentano l'evoluzione, in meglio, di E.632 ed E.633.

È anche l'anno della rivoluzione mancata. Si consegnano infatti le prime macchine monocabina delle ferrovie italiane, le E.454, la cui fine sarà purtroppo ingloriosa.

In tutto questo parte la Riqualificazione delle storiche Tartaruga, con la E.444R.046 che per prima esce dalle Officine di Foligno mentre cessa il servizio regolare delle E.428 che per i successivi due anni saranno utilizzate solo sporadicamente.

Il 1989 è un anno importante anche per il parco storico.

Per il centocinquantenario della ferrovia in Italia viene realizzato un francobollo doppio che mostra il treno della Napoli-Portici in uno scenario piacevolmente ottocentesco mentre il 7 ottobre viene ufficialmente aperto il Museo di Pietrarsa dove trovano posto i rotabili più prestigiosi delle Ferrovie dello Stato.

In mezzo a tutto questo è anche l'anno di diverse tragedie che denotano inesorabilmente quanto la ferrovia sia ancora profondamente insicura.

Su tutte due grandi incidenti sconvolgono la comunità, quello di San Severo del 3 aprile che provoca 8 morti e quello che ne provoca 12 a Crotone del 16 novembre, solo 7 giorni dopo la caduta del Muro di Berlino.

Foto di Massimo Tieso e Rinaldo Portalupi

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