Un fulmine a ciel sereno si abbatte su ARST, già Ferrovie della Sardegna. Da lunedì treni fermi sulla ferrovia Nuoro-Macomer senza la certezza di quando potranno riprendere a viaggiare. La direzione dell'azienda, dalla quale dipendono le ferrovie secondarie della Sardegna, ha disposto la chiusura dell'esercizio ferroviario «a causa dell'applicazione in via provvisoria di specifiche disposizioni restrittive pervenute dal ministero dei Trasporti» che impongono la presenza di casellanti ai passaggi a livello e di una seconda persona nella cabina di guida per garantire che il macchinista sia vigile, praticamente un secondo macchinista.

Non sono ovviamente mancate le reazioni a caldo, prima fra tutte quella del sindaco di Macomer, Antonio Succu, il quale, anche in qualità di presidente dell'Unione dei comuni del Marghine e a nome di tutti i sindaci della zona, ha scritto a Pigliaru, all'assessore regionale ai Trasporti, al presidente dell'ARST e al direttore generale della società manifestando forte disappunto e chiedendo un intervento immediato che rassicuri l'utenza del territorio. Succu richiama l'attenzione sull'enorme disagio al quale andranno incontro lavoratori e studenti pendolari e gli utenti del Marghine che sempre di più utilizzano il treno nei loro spostamenti e ricorda gli investimenti consistenti, anche sul versante della sicurezza fatti negli ultimi anni sulla ferrovia.

Notevole disappunto è stato anche espresso dal sindaco di Nuoro, Andrea Soddu. «È l'ennesima scelta che accentua l'isolamento del Nuorese. È sotto gli occhi di tutti che in Sardegna le ferrovie non funzionano. La situazione di Nuoro, dove il collegamento lo fa una sorta di residuato bellico, è la situazione più drammatica. È vergognoso che nel piano delle ferrovie non sia stato previsto nulla per Nuoro, se non quattro carrozze in costruzione. È necessario che la Regione si ponga il problema e dia risposte col riequilibrio delle infrastrutture nella Sardegna centrale. È fondamentale una ferrovia che colleghi Macomer o Abbasanta alla Gallura passando per Nuoro».

La linea Macomer-Nuoro era stata riaperta il 10 marzo del 2012 dopo un lungo periodo di chiusura imposto dai lavori di ristrutturazione e riqualificazione della tratta nei quali erano stati investiti 14 milioni per sostituire rotaie e traversine e altri 20 per il ripristino e la messa in sicurezza delle stazioni intermedie. In poco più di quattro anni i passeggeri hanno ripreso a viaggiare col treno nonostante mezzi obsoleti e tempi di percorrenza lunghissimi. Per coprire poco meno di 58 chilometri il treno impiega un'ora e otto minuti alla media di poco più di 50 chilometri all'ora. Le misure per mantenere in servizio la linea sono indicate nella circolare 9956 dell'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie (ANSF), che dopo l'incidente di luglio in Puglia, ha adottato una sorta di precauzione postuma imponendo misure pressoché impossibili.

Da lunedì, intanto, i treni saranno sostituiti da corse automobilistiche sostitutive. Il servizio sarà coperto con i pullman, sempre che i mezzi e il personale siano sufficienti. Per il sindacato il provvedimento dell'ARST è giusto perché legato alla sicurezza, ma preoccupano i tempi.

«È una decisione arrivata tra capo e collo senza poter fare nulla – dice il segretario della Cgil Trasporti, Giuseppe Porcu, – il fatto è che non si sa quando l'esercizio riaprirà. È previsto il doppio macchinista, ma di macchinisti non ce ne sono e non si formano da oggi a domani. Intanto hanno pubblicato un bando per assuntori, una sorta di appaltatori da impiegare nei passaggi a livello. In questa vicenda l'unica certezza è che da lunedì i treni saranno fermi in stazione e non si sa quando ripartiranno».

A margine di tutto non è scontato che la medesima situazione non si verifichi anche su altre linee gestite da ARST.

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