Il sogno di Stalin potrebbe diventare realtà: collegare la Siberia al Giappone per allungare quella che attualmente è già la più lunga ferrovia del mondo, la Transiberiana.

Lo ha detto il vice premier russo Igor Shuvalov, nei giorni scorsi a Vladivostock per un vertice tra Putin e il primo ministro giapponese Shinzō Abe: “Stiamo seriamente offrendo ai nostri partner giapponesi di considerare la costruzione di una tratta ferroviaria da Hokkaido fino al sud di Sachalin”.

Il progetto, auspicato da Stalin prima che i rapporti tra Russia e Giappone si incrinassero, è stato ripreso da Putin nel 2000. Mosca ha però pensato, per motivi economici, di estendere il progetto della Transiberiana fino a Hokkaido passando attraverso l’isola di Sakhalin: “Se fosse realizzata questa estensione, la Transiberiana sarebbe piena di treni, perché collegata con il Giappone”, ha detto Putin nel 2011.

Per far sì che ciò accada occorrerebbe costruire due ponti.  Il primo per collegare la terraferma all’isola di Sachalin, e il secondo per collegare la stessa grande isola del Pacifico settentrionale al Giappone. In questo secondo caso l’impresa risulterebbe gigantesca; si tratterebbe infatti di costruire un ponte, o un tunnel, lungo circa 46 chilometri, che colleghi Sachalin a Hokkaido. La spesa stimata per la realizzazione del progetto ammonterebbe a oltre 6 miliardi di dollari. In questo modo, una linea ferroviaria di circa 13.600 chilometri, collegherebbe Tokyo e Parigi.

Dietro la realizzazione di questa gigantesca opera ci sono ovviamente anche ragioni commerciali. Già oggi il trasporto delle merci dal Giappone a Mosca attraverso la Transiberiana è tre volte più veloce rispetto all’attuale percorso europeo, come hanno dimostrato i Russi con un test svolto dall’Associazione degli operatori della Transiberiana e presentato lo scorso anno in Giappone al forum sullo sviluppo dei trasporti tra Asia ed Europa. Infatti, la spedizione delle merci giapponesi in Europa via mare dura circa 55 giorni. Il test fatto dai Russi ha invece dimostrato che, nonostante il trasbordo via mare dal Giappone alla costa siberiana, i tempi sono quasi dimezzati, anche per le velocizzazioni doganali imposte da Putin. Anche da parte giapponese un interesse c’è, perché quel ramo settentrionale delle ferrovie nipponiche è in crisi e non riesce a coprire i costi di gestione.

Due sono i problemi di non facile soluzione che il progetto dovrebbe affrontare. Il primo riguarda il diverso scartamento delle ferrovie giapponesi. Il secondo, è che Russia e Giappone non hanno ancora firmato un trattato di pace dopo la Seconda Guerra Mondiale.

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