Nei giorni passati si è parlato molto della possibilità per Trenitalia di acquistare i 19 Fyra V250 non presi in carico dalle Ferrovie olandesi e belga.

Che siano state fatte delle corse prova è noto, così come è ovvia la volontà da parte di Finmeccanica, formalmente proprietaria dei convogli, di cederli al migliore acquirente.

I rotabili attualmente sono dislocati nell'Interporto di Prato dove sostano 16 unità, uno è alla SITAV smembrato dopo aver effettuato i test di cui sopra e altri due sono nella stessa condizione presso la Hitachi a Pistoia.

Sulla effettiva volontà di prendere i Fyra, va detto subito che da parte di Trenitalia non c'è, finora, alcuna conferma ufficiale, tuttavia è indubbio che i convogli potrebbero avere la loro utilità nel parco del gestore nazionale, andando magari a rimpiazzare le generazioni più datate di Pendolino.

Il valore di ogni Fyra potrebbe essere stimato intorno ai 7 milioni di Euro e sarebbe necessario utilizzare sin da subito due convogli per pezzi di ricambio così da sopperire ad eventuali necessità improvvise. Bisognerebbe poi pensare a come risolvere questo stesso problema in maniera più efficace e duratura visto che si tratta di rotabili che verosimilmente non avranno alcuna discendenza. Ai fini del miglioramento della funzionalità l'idea sarebbe quella di chiudere il frontale rendendo allo stesso tempo i treni più eleganti e aerodinamici.

Nell'attesa di scoprire se realmente Trenitalia sia interessata ad entrare in gioco resta anche da chiedersi se ne valga davvero la pena vista l'unicità dei mezzi e la loro staticità che si protrae ormai da diversi mesi.

Ricordiamo che i Fyra V250 sono EMU bidirezionali a potenza distribuita (EMU) composti da 8 veicoli anche se il progetto iniziale prevede composizioni bloccate a 7, 6 e 5 elementi. I treni possono circolare a 25 kV ca – 50 Hz ed a 1,5-3 kV cc tanto in singola trazione quanto in comando multiplo con una unità dello stesso gruppo. La velocità massima è di 250 km/h.

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