Esasperati dai continui ritardi e guasti ai convogli, i pendolari della Siena-Chiusi scrivono una lettera aperta, inviata anche all’assessore regionale ai trasporti Ceccarelli, per chiedere un servizio adeguato.

Dall’inizio del 2018 i viaggiatori denunciano un peggioramento della qualità del servizio: “che non assicura più agli utenti né di arrivare in orario, né di essere su convogli che assicurano standard minimi di comfort”, si legge nella lettera.

“I ritardi, soprattutto dei treni della mattina, risultano ormai quotidiani e spesso raggiungono e superano i 30 minuti. Le cause – sostengono – sono da ricondurre ai guasti ai passaggi a livello, agli scambi e alla segnaletica della linea. Inoltre sono tornati al posto dei materiali più recenti come Minuetto e Swing, le automotrici anni ’70, le cosiddette ’papere’ che si guastano spesso e provocano ulteriori ritardi”.

“I motivi del deterioramento sono ben noti all’assessore Ceccarelli, come si evince da una lettera inviata a Trenitalia, in primis la quasi totale assenza dei lavori di manutenzione sulla linea", dicono i pendolari. Chiamando poi in causa RFI per i passaggi a livello guasti per cui il treno viene fermato finché non arrivano gli operai a ripararlo "invece di far procedere con prescrizione di marcia a vista”.

Nonostante ciò, lamentano, la Regione Toscana si appresta a rinnovare il contratto con Trenitalia e RFI. “L’unico modo per ottenere un servizio migliore è usare la leva economica. Chiediamo che Ceccarelli pretenda il rinnovo del materiale anticipandolo al 2019 invece che entro il 2021, manutenzione a gennaio 2019. Altrimenti via alle penali e ribasso del costo del viaggio, non simbolico ma consistente”.

In mancanza di azioni significative, annunciano, “siamo pronti ad avviare forme di protesta che comprenderanno anche lo sciopero fiscale consistente nel mancato pagamento di biglietti e abbonamenti”.

Foto Roberto Granai

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