La situazione complessa in cui versa la ferrovia Canavesana continuerà ancora per diversi mesi, almeno fino a giugno del 2019.

Questo è quanto emerso dall'incontro di ieri sera a palazzo Lomellini, indetto dal sindaco di Rivarolo Canavese, Alberto Rostagno.

I tempi tecnici prevedono che GTT presenti la documentazione all'agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria (ANSF) al più tardi in primavera, quando inizieranno i primi lavori di implementazione della linea. Questo implica però che non prima di giugno o settembre arriverà l'auspicato segnale verde da Roma per tornare almeno a una velocità dei treni a 70 chilometri l'ora.

Incoraggia, però, la disponibilità di risorse da parte della Regione Piemonte: «Ci sono 18 milioni per la sicurezza e l'elettrificazione della Rivarolo-Pont - ha assicurato l'assessore Francesco Balocco - gli interventi li farà RFI che ha la struttura per farlo. I lavori partiranno in primavera. Post incidente in Puglia, però, sono cambiate le norme che sono diventate molto più restrittive. Adeguarsi ai protocolli è complesso per questo i treni sono stati rallentati a 50 chilometri orari. Possiamo discutere sulle norme ma sono parametri di sicurezza che non possiamo sforare».

Di altro tenore le parole dei sindaci: «Non siamo in Africa siamo in Canavese ma questa ferrovia è da terzo mondo. GTT è un’azienda cotta. È assurdo quello che sta succedendo», ha detto il sindaco di Locana, Giovanni Bruno Mattiet. Dello stesso avviso il sindaco di Feletto, Stefano Filiberto: «Ho una stazione dimezzata e i pendolari arrabbiati, non ci metteremo mai il cuore in pace. Abbiamo le biciclette che vanno più veloce del treno, piuttosto facciamo una class action contro l’agenzia nazionale per la sicurezza. Dobbiamo smuovere questa situazione».

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