In Svizzera, si sa, la puntualità è di casa, ma quel che è accaduto a Zurigo, letto da un italiano, ha del tragicomico.

Stando alle cronache locali un uomo avrebbe quasi perso un importantissimo meeting di lavoro per colpa di un treno. Una volta tanto non per un ritardo, ma perché il convoglio della S8 per Winterthur (ZH) era partito... con un minuto di anticipo.

«Da orario era previsto per le 6:18 e invece è partito alle 6:17», spiega a 20 Minuten l'uomo, «all'interno il personale mi ha visto benissimo ma non mi hanno aspettato!». Per rimediare, il malcapitato ha dovuto ricorrere al taxi: «Il cliente poteva incontrarmi solo a quell'ora, dopo aveva un volo da prendere».

Una corsa che però è stata particolarmente salata: 180 franchi svizzeri, circa 160 euro, che lui vorrebbe gli fossero risarciti dalle Ferrovie. «Sono una persona puntuale e pretendo la puntualità: voglio essere rimborsato, avevo pure comprato il biglietto». 

A questo punto ognuno di noi già si sta raffigurando mentalmente il gesto dell'ombrello fatto dalle FFS che invece, svizzere fino in fondo, confermano l'accaduto: «È stata probabilmente una svista, comunque i semafori erano verdi, quindi non c'era pericolo. Restiamo a disposizione del cliente per risolvere la questione».

Capita spesso che qualcuno protesti per un treno in anticipo? Stando a ProBahn, no: «È una vera rarità», conferma la presidentessa Karin Blättler, «di solito i treni partono puntuali o al massimo ci si lamenta per i ritardi».

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