Stando a quanto riportato dal blog del Comitato Pendolari Alto Friuli, sulle 140 corse dei treni regionali che, ogni giorno, viaggiano lungo la rete della Regione quasi il 95% dei treni arrivano puntuali entro i 5 minuti, meno di 4 su mille sono stati cancellati.

I dati confermano nella sostanza i buoni risultati del 2017, anche se si registra una leggera flessione: -0,39% per la puntualità standard B1 (contrattuale) e -0,64% per quella senza esclusioni, ovvero quella effettivamente percepita dagli utenti. Il servizio rimane tuttavia ai vertici delle classifiche nazionali, per parametri di puntualità e affidabilità precedendo altre realtà virtuose come la Provincia Autonoma di Bolzano.

Ricordiamo che la puntualità standard B1 è quella prevista nel contratto di servizio tra Regione e Trenitalia, il cui valore tiene conto di tutte le cause non imputabili a Trenitalia e che di fatto risulta più alta rispetto alla puntualità reale, ovvero a quella percepita dal viaggiatore. Il risultato della puntualità standard B1 nel 2018 è pari al 96,16%, contro il 96,55% del 2017. Se lo scorso anno l’obiettivo contrattuale fissato al 95,40% è stato ampiamente raggiunto con oltre 1% di scarto, quest’anno il risultato è in linea con l’obiettivo, posto al 96,18%.

La puntualità senza esclusioni è invece quella reale, ovvero quella percepita effettivamente dall’utente. Nel 2017 il dato di tutte le linee regionali ha fatto registrare un 94,94%, mentre nel 2018 il dato, in fase di assestamento, è in leggera flessione e si attesta al 94,30%.

“Sul dato - rilevano i pendolari - ha sicuramente influito il brutto avvio della linea Sacile-Maniago, riattivata l’11 dicembre 2017. Fino ad agosto, infatti, la linea è stata bersagliata da una serie di guasti, gran parte dei quali non imputabili a Trenitalia ma al gestore dell’infrastruttura RFI. Il dato complessivo della puntualità senza esclusioni dal 11 dicembre 2017 al 30 novembre 2018 è pari all’88%, un valore in netto miglioramento rispetto al pessimo 77,6% dei primi mesi. Da settembre, infatti, anche grazie ad alcuni correttivi tecnici e alla modifica degli orari apportati su nostra richiesta, il servizio ha fatto registrare performance di puntualità in linea o superiori alla media regionale, come testimoniato dal 99,20% di ottobre, nonché un continuo aumento del numero dei passeggeri, soprattutto nelle fasce mattutine e serali”.

Dal 2009, anno di stipula del contratto di servizio con la Regione a oggi, Trenitalia ha quasi sempre raggiunto l’obiettivo contrattuale, eccezione fatta per il 2012 e il 2014. “Dal giugno 2015 - continuano i pendolari - grazie all’entrata in esercizio dei nuovi treni ETR 563 acquistati dalla Regione nel 2010 è cambiato il modo di viaggiare in Fvg visto che il nuovo materiale rotabile ha permesso il grande salto qualitativo, per puntualità che per affidabilità. Il dato del 2018 conferma questa crescita del servizio visto che la puntualità è passata dal 89,78% del 2014 al 96%, (dato contrattuale) e al 95% (puntualità percepita)”.

Nell’analisi del 2018, “l’andamento del servizio registra un decadimento a marzo, maggio e ottobre, mesi nei quali si sono registrati vari guasti all’infrastruttura ferroviaria e alcuni giri a vuoto di Trenitalia. Proprio la situazione infrastrutturale pare ora quella che necessita di maggiori attenzioni, visto che le performance sembrano aver raggiunto il limite massimo rispetto alle reali possibilità di sfruttamento dell’infrastruttura ferroviaria”, spiegano ancora dal Comitato pendolari.

“Per migliorare ulteriormente le performance si dovrà lavorare pertanto sull’infrastruttura, con investimenti mirati, volti alla riduzione di alcune criticità già note, dalle sezioni di blocco, al miglior instradamento dei treni in stazione, nonché dalla eliminazione di alcuni passaggi a livello. Tutti interventi necessari per garantire la riduzione dei tempi di percorrenza che con i nuovi treni sono ampiamente possibili”.

La linea Tarvisio-Udine-Trieste continua a far registrare le migliori performance di puntualità della Regione, superiori a quella della media regionale, attestandosi al 96,76% (standardB1-contrattuale) e al 95,13% (senza esclusioni).
Molte le novità introdotte nel 2018: dall’inaugurazione della fermata di Trieste Airport, oggi servita da oltre 60 treni al giorno, all’avvio del servizio transfrontaliero Crossmoby (Udine-Trieste-Lubiana) che in tre mesi ha fatto registrare oltre 5000 passeggeri, all’entrata in esercizio degli ultimi 4 treni Civity ETR 564 acquistati dalla Regione.

Sempre nel 2018 c’è stato il ripristino della ferrovia Pedemontana del Friuli (Sacile-Gemona), unica linea d’Italia utilizzabile sia per il trasporto passeggeri che per quello dei treni storici-turistici della Fondazione FS Italiane.

Nel 2019 dovrà essere firmato un nuovo contratto di servizio, visto che la Regione ha già annunciato che non intende prorogare il contratto attuale con Trenitalia. Un contratto che avrà il valore di 43milioni all’anno e ridisegnerà il futuro del trasporto ferroviario regionale.

“Si tratta di una scelta importante, dopo un’impasse durata oltre 3 anni che vede il Fvg, l’ultima regione d’Italia ad andare a contratto (quello attuale è la proroga della proroga di quello del 2009). Un immobilismo politico che ha creato una situazione di attesa su alcune scelte strategiche, in primis sulla rimodulazione dell’orario cadenzato e sull’integrazione intermodale treno-bus”, denunciano i pendolari. “Per ora i player convolti sono due: Trenitalia (Gruppo FS) e Arriva (Gruppo DB): la presenza di più interessati, in concorrenza tra loro, è certamente condizione essenziale per aumentare ulteriormente l’offerta qualitativa del servizio attuale”.

“Abbiamo chiesto alla Regione di partecipare alla definizione delle linee guida del nuovo contratto di servizio, riattivando il Tavolo di Lavoro dei Pendolari. Il contratto dovrà prevedere in maniera puntuale precisi standard prestazionali non solo per puntualità e affidabilità, ma soprattutto sull’informazione e comunicazione, che dovranno diventare pilastri della nuova offerta all’utenza e che oggi rappresentano i veri talloni d’Achille del sistema".

"Chiederemo inoltre precise garanzie sulla manutenzione del parco rotabile di proprietà regionale (del valore di oltre 80 milioni di euro) e sulla rivisitazione dell’orario cadenzato, prevedendo riduzioni significative dei tempi di percorrenza lungo alcune linee (Udine-Trieste e Tarvisio-Udine in particolare), rendendo così il treno più concorrenziale rispetto all’auto”, conclude la nota dei pendolari.

“Per fare ciò, a prescindere di chi sarà il nuovo gestore del servizio, indispensabile sarà il coinvolgimento di RFI, gestore dell’infrastruttura, la quale dovrà essere responsabilizzata e chiamata a rispondere di eventuali disagi a lei direttamente imputabili”.

Orario invernale Trenitalia
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