Il 2019 promette di essere un anno di svolta per le ferrovie italiane.

Un anno, se vogliamo, di cambiamento, tra la buona vecchia ferrovia che conoscevamo una volta e la sua proiezione futura, fatta di treni più nuovi, più performanti anche se forse meno caratteristici.

I nuovi rotabili

Sicuramente sarà l'anno, finalmente, degli ETR 700. Dopo mesi di prove, continui rinvii e indecisioni sul segmento dove inserirli, gli ex Fyra V250 inizieranno a solcare i nostri binari, speriamo con sorte migliore di quella avuta nei Paesi Bassi.

Il 2019 sarà però, soprattutto, l'anno dei nuovi convogli per i treni regionali e pendolari. Il riferimento, scontato, va immediatamente ai Rock di Hitachi e ai Pop di Alstom che già da maggio dovremmo veder circolare in varie regioni d'Italia, ma non dobbiamo dimenticare altri convogli che, sebbene sotto riflettori meno luminosi, sono destinati a cambiare le abitudini dei viaggiatori.

Parliamo ad esempio dei Bimodali Stadler BTR 813 che entro poche settimane entreranno in servizio in Val d'Aosta, ma anche degli Impuls II di Newag per le Ferrovie del Sud Est in Puglia, tanto per citarne alcuni.

Sarà però anche l'anno della rivoluzione sul trasporto merci, grazie alle 494 di Bombardier che sebbene siano in ritardo sulla tabella di marcia, nel 2019 dovrebbero circolare praticamente in tutta la Penisola nelle loro versioni con e senza modulo Diesel per l'ultimo miglio.

I rotabili che ci lasciano

Per nuovi mezzi che arrivano, altri sono inesorabilmente destinati a cessare le loro attività, o quantomeno a diventare sempre più rari.

Primi indiziati sono quattro gruppi di locomotori che hanno fatto la storia della trazione pesante italiana ma che ormai sono agli sgoccioli della carriera. Stiamo parlando dei Caimano E.655/E.656 (1975), delle Tartarughe E.444R (1970) ma anche di quel poco che resta delle Tigre E.632 ed E.633 (1982).

Ultimo anno di vita certamente anche per le automotrici ALe 724 che cadranno inesorabilmente sotto i colpi inferti dalle nuove leve in arrivo, mentre forse riusciranno a passare indenni i prossimi 365 giorni le ALe 582, sempre se le consegne dei nuovi convogli non saranno velocizzate al massimo.

Un destino simile è prevedibile anche per due tipologie di carrozze, le Due Piani Casaralta e le Piano Ribassato, due gruppi per i quali se la fine non verrà nel 2019, sicuramente ci sarà una riduzione drastica.

Tra i treni veloci non dovrebbero esserci defezioni nel nuovo anno, con la sola eccezione degli ETR 470 che probabilmente saranno inviati in Grecia per prestare servizio per TrainOSE, società di proprietà del Gruppo FS mentre quello che accadrà certamente è il completamento delle trasformazioni di E.402A in E.401 con estinzione del primo Gruppo.

Il resto

Se queste sono le prevedibili novità nel campo dei mezzi di trazione o rimorchiati, altre riguarderanno diversi ulteriori aspetti della ferrovia.

Con tutta probabilità, il 2019 segnerà la fine dell'XMPR almeno per quanto riguarda i segmenti Intercity Giorno e Intercity Notte mentre lo stesso non si potrà dire per il settore Regionale dove la nuova cromia DPR è ancora ben lontana dal rimpiazzare quella precedente.

Quel che certamente sparirà sarà invece la cromia e quindi il segmento Frecciabianca, con un po' di ritardo rispetto a quanto preventivato, che verrà assorbito in quello Intercity Giorno.

Il nuovo anno sarà anche quello delle molte elettrificazioni, che se non saranno tutte completate, saranno però in molti casi portate avanti drasticamente. Su tutte la linea Jonica, ma anche quelle in realizzazione in Veneto, in Piemonte, in Campania e in Emilia Romagna, tutte destinate a cambiare radicalmente l'aspetto della nostra rete ferroviaria.

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