Ritorna un nuovo appuntamento con “Top & Flop”! La rubrica di Ferrovie.Info in cui annoveriamo personaggi, aziende, enti o categorie che si sono, a nostro avviso, distinti in positivo e in negativo questa settimana. 

Diteci la vostra sulla nostra Pagina Facebook.

Partiamo!

TOP - ETR 700

All'inizio, benchè proposta da un blog attendibile come il nostro, sembrava proprio una sparata giornalistica: gli ex Fyra, che tanto avevano fatto dannare le ferrovie olandesi e belga, "sbolognati" alle Ferrovie dello Stato nostrane? Incredibile e impossibile. 

E invece no, la "dritta" era fondata e gli ex Fyra sono diventati ETR 700, con tanto di nuova livrea Frecciargento.

I test stanno continuando a ritmi serrati: in settimana l'ETR 700 è arrivato autonomamente fino a Lecce.
Si prepara così il loro impiego commerciale sul triangolo Milano - Lecce - Venezia, nel segmento Frecciargento e andando a rimpiazzare quello Frecciabianca.

Un secondo esemplare manovra quotidianamente nel piazzale dell'Hitachi Rail di Pistoia, pronto anche lui a prendere parte ai test dinamici.

Perché, quindi, un top agli ETR 700?

Perché sostanzialmente l'idea di riutilizzare un elettrotreno destinato probabilmente alla demolizione ci piace: i Fyra, anche a fronte di un utilizzo nei test sbagliatissimo da parte delle ferrovie olandesi (all'origine dello scandalo ci fu una corsa ad alta velocità sotto la neve che provocò un profondo guasto del treno, nonostante il produttore si fosse raccomandato di non arrivare a tali velocità nella prima fase dei test), hanno ritrovato una seconda vita in Italia.

Chiaramente vedremo di cosa saranno capaci in servizio regolare (e cosa ne penserà la clientela), ma nell'epoca dell'usa e getta, quest'operazione incontra la nostra simpatia. Le corse prova, oltretutto, parlano di un treno che non sta dando alcun tipo di problema e chi c'è salito dice che gli interni non hanno nulla da invidiare ai convogli più blasonati.
Bene!

FLOP - Collegamenti ferroviaria Sicilia - Continente

A guardare le tabelle di percorrenza del dopoguerra viene da ridere: i tempi sono più o meno quelli del 2019.

Raggiungere il centro nord italiano dalla Sicilia è una mission impossible adatta più agli sportivi estremi che a normali viaggiatori. 

"Ma è chiaro, è un isola, cosa dovremo aspettarci senza ponte?!". Semplicemente quello che era già in atto nel 2007, quando i trasporti tra Sicilia e continente erano ben altra cosa.

Lo ha ricordato, a ragione, il sindacato Cisl Messina e la Fit Cisl di Messina.

"Sul fronte dei trasporti – ricorda il segretario generale Tonino Genovese – non occorre andare troppo indietro con la memoria per ricordare quale era l’offerta delle ex Ferrovie dello Stato, ora Trenitalia, in Sicilia. 
Nel 2007 si contavano quattordici coppie di treni, che collegavano le direttrici Palermo/Siracusa a Roma, Milano, Torino e Venezia. Ed attraversare lo Stretto per raggiungere la dirimpettaia Reggio era esercizio facile a tutte le ore grazie alla presenza di dieci navi, 5 traghetti e 5 zattere, della flotta FS (ora RFI)". 

Ora? Due navi e cinque coppie di treni, di cui quattro su Roma e una su Milano con tempi da passione di Cristo.

Possibile non poter fare di più e meglio? Possibile che i siciliani siano obbligati a prendere l'aereo per raggiungere le altre regioni in tempi umani?

Così però il sistema ferroviario muore e, nel 2019, ci sembra davvero un'assurdità.

Orario estivo Trenitalia
Giorni
Ore
Minuti
Secondi

Aerei

La ferrovia che scompare

Approfondimenti

Ferroviaggi

Correva l'anno

Lavoro in ferrovia

Promozioni in corso

Eventi

Curiosità brevi

Treni e tecnologia