Una settimana ad Ukuhlas, paradiso tropicale nell'arcipelago delle Maldive: il tutto con circa 800 euro a testa tutto compreso, incluso volo da e per l'Italia. Ecco com'è andata.

Ukuhlas, una tra le oltre mille isole di cui è composto l'intero arcipelago delle Maldive, è stata la meta scelta per il nostro viaggio. I motivi della scelta sono stati questi: elevato rapporto qualità/prezzo, presenza di strutture ricettive dal costo contenuto, ottime recensioni e bellezza delle spiagge, tutte attorniate dalla barriera corallina.

Le aspettative prima di partire erano alte ma la realtà non le ha deluse: Ukuhlas è un'isola piccola, lunga meno di un chilometro e larga circa 400 metri. La si gira tutta a piedi in un'ora scarsa ma è un'oasi di pace e relax.

Ci arriviamo, come accennato nella prima parte, dopo un'ora e mezza di “speed boat”, un motoscafo da cinquanta persone usato da turisti e locali per spostarsi attraverso le varie isole. In pratica è il loro autobus, solo che invece di semafori e buche si incontrano pesci volanti a pelo d'acqua e onde.

Nell'isola sono residenti mille maldiviani ma in realtà sono decisamente meno in quanto molti uomini sono a Malè (la capitale) a studiare o a lavorare. All'interno dell'atollo ci sono cinque alberghi ma altrettanti sono in costruzione.

Quello scelto da noi, il WestSands, è a pochi passi da una splendida spiaggia corallina con alle spalle una piccola striscia di foresta tropicale, con tanto di palme e liane come nei cartoni animati!

Ovviamente, il bello delle Maldive sta in spiaggia o sotto il pelo dell'acqua. Basta una comune maschera subacquea da pochi euro per godere di uno spettacolo inimmaginabile: migliaia e migliaia di pesci coloratissimi guizzano nella laguna già dopo pochi metri dalla riva.
Qualche metro più a largo si incontrano spesso e volentieri tartarughe marine, polpi, pesci palla, stelle marine, pesci pagliaccio (alzi la mano chi non ha visto il cartone animato “Alla ricerca di Nemo”!), cernie e chi più ne ha più ne metta. Ah sì ci sono anche molti squali.

No, aspettate a stracciare la vostra prenotazione: sono squali “di laguna”, solitamente pinna nera o pinna bianca. Bestiole lunghe un metro o poco più, che nuotano nella laguna a caccia di piccoli pesci. Innocui per l'uomo? Sì.

Alle Maldive si ricorda solo un attacco di questi squali all'uomo negli ultimi anni: un sub che ha pensato bene di dar da mangiare ad uno squalo un pesciolino a mani nude e ci ha rimesso una falange; noi però non ce la sentiamo di dar contro allo squalo!

Pesci, tartarughe e squaletti sono in realtà piuttosto abituati alla presenza dell'uomo. Ciò non toglie che vederli nuotare tranquillamente attorno alle proprie gambe dia un'emozione a cui difficilmente ci si abitua.

Occorre però una doverosa precisazione sulla barriera corallina: quella di Ukhulas e degli atolli vicini è stata devastata dagli episodi di "El Nino" degli ultimi anni, vale a dire un anomalo aumento della temperatura delle acque che ha "sbiancato" e ucciso buona parte del corallo presente.

Ad Ukuhlas la barriera corallina sta velocemente tornando a colorarsi, ma per tornare allo splendore originario serviranno ancora molto anni. Vi assicuriamo però che, anche così, lo spettacolo è garantito. 

Chi scrive ha passato "a mollo" lungo la barriera corallina la maggior parte del tempo della vacanza: esplorare l'entroterra effettivamente non avrebbe avuto granché senso. L'acqua è sempre molto calda, circa 28 gradi a livello superficiale: una goduria, anche se fuori il sole si è nascosto dietro una nuvola.

Il clima è molto afoso e caldo: spesso un tuffo in acqua è l'unico modo per avere un certo refrigerio, a meno di chiudersi in albergo con l'aria condizionata.

Una nota a parte la meritano gli autoctoni: gentili, sorridenti e disponibili al dialogo e all'aiuto del turista. Anche su quest'isola relativamente nuova al turismo, i maldiviani non danno segni di insofferenza nei confronti dei turisti che affollano la loro terra 365 giorni all'anno. Sono però musulmani e molto religiosi: questo significa che alcune ridotte porzioni di spiaggia sono riservate ai locali.
I turisti che vogliono andarci, specialmente le donne, devono coprirsi testa e spalle. Sulle altre spiagge, invece, ognuno si veste (o sveste) come vuole.

Due parole la meritano le due isole città: Malè, la capitale, e Hulhulè, l'isola che sorge attorno all'aeroporto internazionale. Le due terre emerse hanno in comune un certo caos, costruzioni di brutti palazzoni ovunque e spiagge non certo all'altezza del resto dell'arcipelago.

Non ci sono motivi particolari per visitarle: se potete, lasciate perdere.
Anche qui però, i locali (che oltre che maldiviani abitano qui cittadini di Bangladesh, Sri Lanka e India) sono estremamente cortesi con i turisti e, in caso di bisogno, non si risparmiano per un aiuto o un consiglio.
Le strade, anche di notte, sono senza pericoli e alle ore piccole si vedono giovani e donne camminare tranquillamente anche sole.

Qualche indicazioni sul volo: il nostro è stato targato Air France, con partenza da Bologna, scalo a Parigi e ripartenza verso Malè.

Il volo intercontinentale è stato svolto con un Boeing 787-900 dotato (sia all'andata che al ritorno) di cabina modernizzata.

Sedili relativamente comodi, interni piacevoli e noia scongiurata dal computer di bordo touch piazzato davanti ad ogni postazione, dove sono caricati in automatico centinaia di film, documentari e album musicali di ogni genere.

Nota di merito anche per l'equipaggio e soprattutto per i pranzi e le cene offerte a bordo: calde, buone e in porzioni più che discrete. Un volo molto piacevole, nonostante le circa 10 ore necessarie per arrivare a destinazione. 

In soldoni: Maldive, ne vale la pena? Secondo noi sì, senza dubbio

Il mare delle Maldive (sopra e sotto il pelo dell'acqua) è un'esperienza da provare almeno una volta nella vita, oltretutto a cifre abbordabili come quelle di cui abbiamo parlato.
Non aspettatevi però niente di diverso da spiagge meravigliose e fondali eccezionali: alla Maldive non sono pervenuti musei, attività extracquatiche, locali notturni o altre divertimenti di sorta. E forse il suo bello risiede proprio in questo. 

Buon viaggio dunque! Ah, un'ultima raccomandazione. Portatevi tanta crema solare. Anzi, tanta non basta, di più: il sole ai tropici scalda e scotta in modo inimmaginabile. Portatevi le creme dall'Italia: quelle comprate sul posto non valgono un fico secco.

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