Treni e cinema vanno d'accordo molto raramente nel nostro paese come un po' nel resto del mondo.

Di errori clamorosi ne abbiamo visti e documentati anche in passato, ma quello che sorprende è che nonostante passino gli anni si faccia poco, o quasi nulla, per evitare di farne di nuovi. Ci rendiamo conto che agli occhi dei profani questo argomento possa sembrare futile, ma se un tempo la superficialità era comprensibile, oggi lo diventa decisamente meno.

Del resto, nel 1984, Sergio Leone non potendo filmare la stazione centrale di New York di quell’epoca che non esisteva più, utilizzò in C'era una volta in America la Gare du Nord di Parigi dimenticandosi però di non mostrare i convogli con la scritta SNCF posti sui binari che non si sa bene come avrebbero varcato l'oceano.

Discorso simile per un altro cult, Cassandra Crossing, del 1976 dove furono usati treni italiani mascherati o il ponte spacciato per polacco che era invece il Viaduc de Garabit in Francia.

Non dimentichiamo poi un film che abbiamo seguito per vicinanza anagrafica, Alla rivoluzione sulla Due Cavalli dove i manifestanti portoghesi viaggiavano a bordo di alcune carrozze letto trainate da una E.636 sulla Roma - Viterbo, il che, visto che il viaggio dei protagonisti nasceva da Parigi, ha lasciato più di un dubbio.

Ieri sera, tuttavia, un film per la televisione andato in onda su Rai Uno e girato nel 2017 ha riproposto l'ennesimo strafalcione ferroviario, nemmeno poi tanto piccolo a ben vedere, che non è sfuggito agli occhi del nostro lettore Danilo Greco. Nello struggente finale si vede infatti uno dei protagonisti entrare in quella che dovrebbe essere la stazione di Messina Centrale, così come ricorda il cartello blu con scritta bianca.

Peccato che alle spalle del ragazzo si veda chiaramente un Pendolino, poi un set di carrozze Frecciabianca e infine anche una E.444R, tutti rotabili che non hanno nulla a che vedere con quella stazione non avendo sostanzialmente mai varcato lo Stretto.

Facendo una rapida ricerca e confrontando le immagini (che nel video vengono opportunamente sfocate probabilmente alla bisogna) la stazione dovrebbe essere invece quella di Bari Centrale dove tutte queste tipologie di mezzi sono visibili quotidianamente.

Vediamo di capirci, i problemi nella vita (e nelle ferrovie) sono altri e ben più importanti, ma nel 2019 sarebbe bello se si riuscisse ad evitare questi errori che fin qui sono anche tollerabili ma a volte sono fuori dalla logica, vedendo usati rotabili moderni in epoche passate, interni diversi dagli esterni o peggio ancora treni storici completamente fuori da ogni contesto.

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