Abbiamo visto in precedenza le normative che regolavano la circolazione sui binari italiani degli ETR 220, 240, 250, 300 e quindi dell'ETR 401, è dunque il momento di vedere quelle degli ETR 450.

Parimenti all'ETR 401 del quale sono la naturale derivazione, gli ETR 450 potevano viaggiare unicamente isolati e quindi non con altri convogli agganciati.

Essi erano ammessi a circolare su tutte le linee della rete FS al rango di velocità più esistente sulla linea da percorrere. Il limite di velocità del rango P, poteva essere raggiunto a condizione però che i dispositivi per l'assetto variabile fossero efficienti su tutto il treno.

Come l'ETR 401, in caso di guasto che ne avesse impedito il proseguimento con i propri mezzi, gli ETR 450 potevano essere rimorchiati per mezzo dell'apposito dispositivo di accoppiamento rigido, con trazione affidata a locomotiva elettrica o Diesel  pur non superando la velocità massima di 50 km/h.

Essendo sprovvisto di respingenti, l'accoppiamento con la locomotiva di soccorso doveva per l'appunto essere fatto per mezzo di una barra rigida che prevedeva però notevoli accorgimenti. 

Il personale dell'ETR ne doveva curare l'esecuzione usando la massima cautela dopo aver provveduto ad immobilizzare il gancio di trazione della locomotiva di soccorso con l'apposita staffa.

L'unione doveva essere fatta con i rotabili ovviamente fermi e pertanto nessun agente doveva introdursi fra gli stessi durante l'avvicinamento. Inoltre doveva essere collegata la condotta generale del freno tramite lo speciale accoppiamento flessibile in dotazione all'ETR e condizionate le apparecchiature del freno su ogni elemento per consentire il funzionamento su comando della locomotiva di soccorso.

A differenza dell'ETR 401 la spinta con la barra rigida era sempre vietata.

Un'altra curiosità era relativa al condizionamento. Gli ETR 450 erano minuti di impianto di condizionamento del'aria con funzionamento automatico. In caso di mancanza o di forte deficienza del condizionamento i finestrini potevano essere aperti dal personale di scorta esclusivamente dietro ordine verbale del macchinista che, in tal caso, doveva però limitare, di iniziativa, la velocità massima a 180 km/h.

Durante la marcia gli ETR 450 dovevano viaggiare con in presa il solo pantografo posteriore senso marcia. In caso di difficoltosa derivazione di corrente era ammesso tenere in presa due pantografi della stessa unità di trazione ma in questo caso non si sarebbe dovuta superare la velocità massima di 200 km/h.

Sulle linee di contatto a semplice filo, invece, non doveva essere superata la velocità di 70 km/h qualora fossero stati in presa due pantografi.

A titolo di curiosità, vale la pena ricordare una particolare norma che riguardava infine tutti gli ETR. In caso di guasto al banco di manovra anteriore, la guida poteva essere effettuata da quello posteriore senza limitazione di velocità a condizione che fosse efficiente il telefono tra le due cabine di guida e che in quella di testa prendesse posto un macchinista, per il comando del freno continuo e del fischio, ed un agente abilitato ai segnali.

Orario estivo Trenitalia
Giorni
Ore
Minuti
Secondi

Aerei

La ferrovia che scompare

Approfondimenti

Ferroviaggi

Correva l'anno

Lavoro in ferrovia

Promozioni in corso

Eventi

Curiosità brevi

Treni e tecnologia