Tutti ben conosciamo gli ETR 500 che fino a quando non sono stati messi in servizio gli ETR 400 - Frecciarossa 1000, hanno rappresentato la punta di diamante delle Ferrovie dello Stato.

Come ogni treno che si rispetti, i convogli di serie hanno avuto dei prototipi, anch'essi molto conosciuti, ossia i due ETR Y 500 e ancora prima quello che viene considerato come il progenitore del progetto, l'ETR X 500.

Fin qui nulla di nuovo, quel che forse non tutti sanno è che anche la genesi di questo treno è però stata particolarmente complessa come si conviene a un convoglio così prestigioso.

Il primo bozzetto del nuovo mezzo fu tentato dalla Fiat Ferroviaria, azienda direttamente coinvolta nella costruzione del treno AV. La casa piemontese ipotizzò un convoglio dalle forme piuttosto squadrate tipiche degli anni '80, con un frontale molto aerodinamico che si caratterizzava per i futuristici vetri del Personale di Macchina.

La livrea scelta era blu chiaro con un trapezio bianco bordato di arancione a includere la fascia grigio scuro che sulle vetture avrebbe dovuto contenere i finestrini con l'enorme stemma FS sul frontale in bianco e rosso.

Il disegno estetico e lo studio aerodinamico del treno furono tuttavia affidati a Pininfarina che nella prima fase del suo lavoro realizzò ben 8 modelli del "muso" delle locomotive E.404 in scala 1:5 con altrettanti profili accoppiabili a una sagoma riproducente il resto della locomotiva che a sua volta era "agganciata" a una porzione della prima carrozza.

Detti modelli furono sottoposti a prove comparative nella galleria del vento a confronto anche con esemplari di treni già noti come l'ETR 401 valutando il coefficiente di resistenza aerodinamica e l'andamento delle pressioni.

Tra tutti venne scelto il profilo poi utilizzato per l'ETR X 500 che prima fu messo "su carta" per essere mostrato alla stampa e al pubblico. L'estetica era molto simile a quella poi sviluppata, anche se il disegno prevedeva la fascia nera laterale, peraltro tratteggiata, arrivare fino alle porte di accesso del Personale di Macchina.

Quando poi dal disegno "a mano" si passò ai primi disegni tecnici e alle prime maquette fu possibile apprezzare le novità pensate per questa serie di elettrotreni che creavano un solco enorme rispetto a quanto visto fino ad allora.

Esteticamente il treno era accostabile a quello che poi sarà l'ETR X 500 che ne riprese la forma del frontale e la mascherina contenente i fanali ma le sorprese più evidenti furono ritrovate negli interni.

Originariamente, essi erano piuttosto spartani, con sedili molto in stile anni '70, piuttosto squadrati e ben lontani dai canoni odierni. Erano in tre colori, grigio scuro, bianco e rosso e sullo schienale avevano il telefono "personale". Oltre alla tasca per i giornali posta poco sotto al telefono, era degna di nota la retina porta oggetti, collocata sotto ai sedili ma anche la cappelliera in parte aperta e in parte chiusa.

Molto diverso era comunque in generale l'ambiente interno più da aereo che da treno con colori ghiaccio anche piuttosto freddi.

Esternamente erano poi rimarchevoli anche altre differenze, soprattutto sul display laterale delle carrozze dove trovava posto non solo la classe della vettura ma anche il pittogramma fumatori/non fumatori, il numero della carrozza e la destinazione ma soprattutto un inedito che forse sarebbe ancora oggi attuale, l'orario di partenza.

Come sappiamo, le cose andarono poi in maniera molto diversa.

Nel passaggio dalla maquette all'ETR X 500 ma ancora di più dagli ETR Y 500 ai convogli di serie, gli esterni furono rivisti abbastanza significativamente e gli interni ancora di più ma queste immagini rimangono nella storia del primo vero treno ad alta velocità delle Ferrovie dello Stato.

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