L'anno che si sta concludendo è stato come sempre molto intenso.

Tanti sono stati gli avvenimenti che lo hanno caratterizzato.

Sicuramente una parte importante è costituita dai nuovi materiali in circolazione ma anche da quelli che hanno cessato il servizio, senza dimenticare le nuove compagnie che si sono affacciate sui nostri binari o le inedite livree che hanno fatto bella mostra lungo la Penisola.

Un anno ricchissimo che per comodità riepiloghiamo per argomenti, senza la pretesa di ricordare tutto.

Nuovo materiale

Come detto, il nuovo materiale ha fatto la parte del leone nel 2019. È stato senza dubbio l'anno della rivoluzione "musicale" con Pop e Rock che non solo si sono mostrati al pubblico ma soprattutto hanno iniziato a circolare in varie regioni come Emilia Romagna, Veneto, Liguria e Sicilia e con nomi diversi ad affacciarsi anche in Lombardia.

Una rivoluzione attesissima e che finora sembra incontrare i favori della clientela, da anni ormai "disabituata" a viaggiare comodamente su molti treni regionali.

Il 2019, però, è stato anche l'anno dell'entrata in servizio dei "nuovi" ETR 700 che hanno iniziato a circolare in Adriatica introducendo su questa linea il segmento Frecciargento.

Una entrata in sordina, se vogliamo, con nuovi materiali immessi a mano a mano che gli stessi erano disponibili, con qualche difficoltà iniziale e con una riuscita che, almeno al momento, stenta a decollare.

Tornando per un istante ai treni regionali, altre due sono state le new entry del 2019. Nel profondo nord abbiamo visto esordire i BTR 813 lungo la rete ferroviaria della Valle d'Aosta, mentre a sud sono comparsi gli ETR 322 sui binari pugliesi.

Mezzi profondamente diversi eppure anch'essi parte di quel profondo lavoro che regioni e Gruppo FS hanno avviato per aggiornare il segmento regionale e renderlo in qualche modo "pari" a quello delle Frecce, almeno per la qualità del materiale rotabile.

La rivoluzione, tuttavia, non si è fermata ai treni passeggeri, ma ha investito anche quelli merci, con l'arrivo delle 494 di Bombardier. A beneficiarne sono state tante compagnie e non solo Mercitalia, considerato che hanno visto le nuove loco trainare i loro treni GTS Rail, Captrain e Locoitalia.

Uno sconvolgimento, quello merci, che ha visto quasi al triplice fischio anche l'arrivo di una nuova compagnia sui nostri binari, quella Medway che caratterizza di giallo le sue locomotive.

Chi ci ha lasciato

Come sempre, se qualcuno arriva, qualcuno se ne va.

Il 2019 segna la fine, definitiva, del primo Pendolino di serie, l'ETR 450 con tutte le unità smantellate tranne una che verrà preservata a cura di Fondazione FS.

Ma le demolizioni non riguardano solo questo rotabile prestigioso, ma anche alcuni più modesti che pure hanno fatto la storia delle Ferrovie dello Stato.
Così, nel corso dei mesi, abbiamo visto decimarsi gruppi come ALe 841, ALe 803, ALe 801, ALe 724, E.656, E.633 ed E.444R oltre a vetture del tipo Piano Ribassato, Due Piani Casaralta, ma anche Medie Distanze.

Una procedura che non si è esaurita, in questo caso, ma che senza dubbio ha falcidiato intere dotazioni con la necessità di fare spazio per i nuovi arrivi che reclamano un posto al sole.

Nuove livree

Mentre tutto questo è accaduto, sui nostri binari si sono affacciate anche nuove livree. Le veterane E.414 hanno visto ancora una volta una rivoluzione cromatica passando al segmento Intercity Giorno con relativo schema di colori, cosa che peraltro ha portato alla quasi scomparsa della livrea Frecciabianca, il cui segmento è sempre più in crisi.

Ma forse, la vera novità è stata quella dei treni Unitalsi che per la prima volta vedono un disegno diverso con colori inediti che ancora una volta contribuiscono a mandare definitivamente in pensione l'XMPR.

Sempre a proposito di livree, ci piace ricordare la sparizione di quella di NordCargo, rimpiazzata su moltissime macchine da quella rossa di DB Cargo, anche in questo caso un segno tangibile del tempo che cambia.

Un'altra modifica per una compagnia che comunque riguarda il nostro Paese è anche quella dei treni di TiLo che ha fatto bella mostra di sé sui primi Flirt che attraversano il confine.

Una nota speciale tra le nuove livree la meritano poi le E.464 che sono state inglobate nel segmento Intercity. Per loro, oltre alla nuova cromia, sono arrivati in alcuni casi anche gli organi di aggancio e repulsione tradizionali, come non si vedevano da anni. Un vero e proprio cambio di uso per queste poliedriche macchine che tutto ci saremmo aspettati, tranne che di vedere alla testa di vetture veloci o notte.

Chi è cambiato

Il 2019 segna anche la fine di due progetti. Da un lato, infatti, si consuma la trasformazione completa del Gruppo E.402A nel Gruppo E.401. Contestualmente, cessa anche il programma degli ETR 400 in doppia che avevano affascinato i fotografi di mezza Italia.

Anche se non pienamente dentro al capitolo, rimaniamo nell'argomento ETR 400 perché la fine del progetto appena citato ha portato con sé l'inizio di tanti altri relativi alla punta di diamante di Trenitalia.

Non solo sono stati commissionati altri 14 esemplari, ma è stato reso ufficiale il loro utilizzo nei prossimi anni sulle reti AV di Francia e Spagna, in seguito alla liberalizzazione del servizio Alta Velocità.

La ciliegina sulla torta della lunga festa per i 10 anni del segmento Frecciarossa che ha visto tutti i treni ricevere appositi loghi per la ricorrenza.

I treni storici

Il 2019 è senza dubbio l'anno in cui i treni storici sono stati finalmente sdoganati, uscendo dalla élite di pochi appassionati ed entrando nella soggettiva di tutti. Tra le novità che ci piace ricordare c'è senz'altro la perla tirata fuori da Fondazione FS, il ripristino dell'ETR 252 "Arlecchino", ma anche l'avvio dei lavori sulle ALe 601.

Ad essere onesti di novità in questo settore ce ne sono state talmente tante e talmente importanti che meriterebbero una notizia da sole, ma ci limitiamo a prendere come esempio queste due appena citate per evidenziare l'ottimo lavoro svolto in questi 365 giorni dalla Fondazione FS.

Le infrastrutture

Prima di concludere un cenno lo meritano le infrastrutture. In una Italia che cade a pezzi, meritano attenzione le nuove opere messe in cantiere. Bene quindi la decisione definitiva sulla nuova Torino - Lione e molto bene l'avvio dei lavori sulla Bari - Napoli.

Il tutto senza dimenticare gli interventi in Sicilia e la nuova stazione di Matera. Tutte opere importanti che speriamo siano solo l'inizio di una cura del ferro che fa bene al sistema paese e anche all'ambiente.

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