Le ALn 668 hanno svolto per anni un servizio fondamentale su tantissime linee Diesel della nostra Penisola.

Comode, efficienti e tecnicamente valide, sono state senz’altro una grossa vittoria per la Fiat Ferroviaria che non a caso, quando le ultime versioni poi uscite erano in costruzione, già pensava a un loro futuro.

Ma come avrebbero potuto essere le ALn 668 nelle versioni successive alle .3300? Per rispondere a questa domanda, Fiat Ferroviaria ipotizzò quattro bozzetti nei quali, come vedremo, è possibile rintracciare spunti che poi sono stati utilizzati per realizzare altri mezzi, anche molto vicini a noi.

Quello da cui partiamo è quello in alto, dalle forme a dir poco avveniristiche. A vederlo oggi dà l’idea di come si immaginava il futuro dei treni negli anni ’70 e ’80, con forme molto squadrate e frontali appuntiti. Un’idea senz’altro audace, ma sfidiamo i lettori a non vedere in alcuni tratti quelli che sono i Rock oggi, con la loro parte anteriore a cuneo. Una somiglianza che, forse, sarà ancora più ravvisabile quando uscirà la versione monopiano che peraltro saranno anche Diesel.

Futuristica ma se vogliamo in modo più tradizionale è la figura del secondo bozzetto.

Essa prevedeva un frontale molto aerodinamico con un vetro frontale piuttosto caratteristico e fiancate con i finestrini in fila senza soluzione di continuità.

Tra tutti è forse quello che ha meno visto portare le sue forme a realtà, anche perché, forse, le sue sembianze sono più da treno veloce che da “littorina” che procede tranquillamente su una linea secondaria senza eccessive pretese.

Praticamente portato sui binari è invece il terzo bozzetto.

In questo caso siamo davanti all’unica idea di ALn 668 a due piani con il disegno che è accostabile a una automotrice realizzata davvero ma dalla poca fortuna. Stiamo parlando ovviamente della A2n 001 la cui realizzazione era peraltro in parte appannaggio di Fiat Ferroviaria.
Le fiancate sono a dir poco simili per una automotrice costruita in un solo esemplare e che è addirittura finita in Africa. Quello su cui il bozzetto differisce è il frontale che ricorda invece quello delle automotrici 72422 delle ACT che a tutti gli effetti rappresentano un’evoluzione delle ALn 663.

Un mix di classico e avveniristico è invece il quarto e ultimo bozzetto.

Qui siamo di fronte a un compromesso, a un frontale aerodinamico che però non diventa futuristico. Punti di raccordo con l’attualità noi ne troviamo molti. La figura generale ricorda le automotrici di un’altra ditta, ossia le Ade S01 delle Ferrovie della Sardegna realizzate da Stadler, soprattutto per quanto riguarda il frontale e il disegno della cabina con il finestrino laterale del personale di macchina. Il disegno della livrea, invece, porta la mente a un altro progetto fallimentare di Fiat Ferroviaria, l’ATR 410.

Come spesso accade, la storia è andata poi diversamente e il progetto ALn 668 in qualche modo è tramontato, anche per mutate esigenze dei viaggiatori. Hanno così visto la luce i vari Minuetto, Swing e via discorrendo che ne sono comunque, in qualche modo, la naturale evoluzione.

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