Di curiosità, sulle nostre pagine ne abbiamo mostrate tante.

Questa volta vogliamo fare qualcosa di diverso, ossia mostrare non solo alcune particolarità che hanno effettivamente visto la luce sui binari, ma anche alcune che sono rimaste lettera morta.

Un excursus nei meandri meno probabili delle Ferrovie dello Stato con delle curiosità che molto probabilmente, siamo pronti a scommetterci, i più penseranno non siano mai esistite.

Ma possiamo garantirvi che non è così.

Quando le MD si credettero svizzere

Siamo nel marzo del 1986 e le Ferrovie Federali Svizzere hanno bisogno di carrozze. Per sopperire alla mancanza vengono prese in prestito dalle Ferrovie dello Stato sette carrozze Medie Distanze a Vestiboli Estremi

Con alla testa una Re 4/4 le vetture vengono impiegate su un servizio pubblico "Intercity Speciale" fra Zurigo e Basilea, in occasione della Fiera Svizzera che si tiene dal 7 al 13 marzo. Quello che rende il tutto singolare è che queste carrozze non sono ovviamente atte al servizio internazionale, per cui hanno dovuto viaggiare in deroga, con l'alimentazione della condotta ad alta tensione che veniva fornita in deroga da un furgone motogeneratore.

Quando una E.323 doveva diventare "trifase"

Sul finire del 1986 la E.402.000 è ai primi giri di ruota e su di essa si testa l'elettronica applicata alla trazione di potenza. Prima che questo accade, per i medesimi obiettivi, le Ferrovie dello Stato ipotizzano qualcosa di molto particolare, la trasformazione di una locomotiva da manovra E.323 con motore trifase asincrono.

È qualcosa di più di un progetto, visto che quando l'idea viene abortita era già stata realizzata e provata a terra a cura dell'Istituto Sperimentale FS l'apparecchiatura elettronica ideata dall'Istituto di Automatica dell'Università di Roma.

Quel numero di differenza

Quando le Ferrovie dello Stato a metà anni '80 ricevono i fondi per la realizzazione di nuovi materiali decidono di porre fine al progetto E.665 ed E.666 per orientarsi su una macchina elettrica simile alle E.632 ma migliorata e potenziata.

Prende così vita il progetto E.642, ma questa classificazione non vedrà mai la luce per evitare confusione con le ALe 642 allora in progettazione. Le locomotive salteranno una decina e si chiameranno E.652. Quelle che conosciamo ancora oggi.

Quella doppia simmetrica di D.445

Alla fine del 1986 viene inaugurato il raccordo fra la stazione di Sanluri e la zona industriale di Villacidro, dove si trovava la storica fabbrica Keller ormai chiusa da anni.

Per il viaggio inaugurale le Ferrovie dello Stato optarono per un convoglio decisamente particolare. Si decise di utilizzare otto carrozze Medie Distanze a Vestiboli Estremi (sette si seconda classe e una di prima classe) affidate a ben due D.445 di Seconda Serie, la D.445.1052 e la D.445.1053, entrambe costruite da Savigliano nel 1982.

Quel singolare incontro tra veterane e nuove arrivate

Il Deposito Locomotive di Palermo è stato tra i primi a ricevere le ALn 663 dopo la loro consegna. Nei loro servizi iniziali, tuttavia, queste automotrici non erano sufficienti ed andarono ad affiancarsi alle allora "morenti" ALn 990.

In alcuni casi, più che ad affiancarle, erano solite viaggiarci insieme cosa spesso avvenuta con l'Espresso 734 Trapani - Palermo con la sezione via Milo appannaggio di una ALn 990 e quella via Castelvetrano di due ALn 663.

Una composizione insolita per automotrici che si passavano oltre trenta anni.

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