
Il Governo interviene sulla futura gara per il servizio Intercity e modifica una delle disposizioni più contestate degli ultimi mesi. Con il decreto Infrastrutture approvato dal Consiglio dei Ministri viene infatti superato il vincolo che prevedeva obbligatoriamente la suddivisione dell'affidamento in più lotti, riaprendo concretamente la strada alla soluzione del lotto unico.
Si sblocca una delle questioni più delicate per il futuro del trasporto ferroviario nazionale. Il decreto Infrastrutture approvato dal Governo introduce infatti una modifica significativa alle modalità di affidamento del servizio Intercity, tema che negli ultimi mesi aveva generato un duro confronto tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e le organizzazioni sindacali del settore ferroviario.
Cosa cambia per la gara Intercity
La nuova norma stabilisce che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dovrà avviare entro il 31 dicembre 2026 le procedure per il nuovo affidamento del servizio Intercity.
L'aspetto più rilevante riguarda però la struttura stessa della gara. Il decreto prevede infatti che gli affidamenti possano essere suddivisi in uno o più lotti, eliminando di fatto l'obbligo di procedere necessariamente con una suddivisione multipla del servizio.
Si tratta di una modifica importante perché restituisce piena flessibilità all'impostazione della futura gara e consente di valutare nuovamente anche l'ipotesi del lotto unico nazionale.
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La protesta dei sindacati
Proprio la prospettiva di una gara articolata in più lotti aveva provocato forti tensioni nelle scorse settimane.
Le principali sigle sindacali del comparto ferroviario – Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Fast-Confsal e Orsa Ferrovie – avevano infatti contestato apertamente quella che era stata definita una gara "spezzatino", ritenuta potenzialmente dannosa per l'organizzazione del servizio e per le garanzie occupazionali dei lavoratori.
La mobilitazione aveva portato anche alla proclamazione di uno sciopero nazionale dell'intero settore ferroviario previsto per l'11 giugno.

L'incontro al Ministero e la sospensione dello sciopero
La svolta era arrivata il 9 giugno, quando i rappresentanti sindacali erano stati convocati presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dal viceministro Edoardo Rixi.
Nel corso dell'incontro le organizzazioni dei lavoratori avevano ribadito la necessità di mantenere il lotto unico, chiedendo inoltre precise garanzie sulla clausola sociale, sull'applicazione del contratto collettivo nazionale e sugli investimenti necessari per il rafforzamento della rete ferroviaria.
In quella sede il Ministero aveva assunto l'impegno di intervenire sulla normativa vigente per rimuovere i vincoli contestati dai sindacati, favorendo così la sospensione dello sciopero nazionale.
Una soluzione ora nuovamente possibile
Con il decreto approvato dal Consiglio dei Ministri, quell'impegno trova ora una concreta applicazione normativa.
La possibilità di procedere con uno o più lotti rimette infatti sul tavolo tutte le opzioni, compresa quella sostenuta dalle organizzazioni sindacali e da diversi operatori del settore ferroviario: un unico affidamento nazionale capace di garantire maggiore omogeneità nella gestione del servizio Intercity.
Resta ora da capire quale sarà l'impostazione definitiva scelta dal Ministero quando verranno avviate le procedure di gara entro la fine del 2026.

Una partita strategica per il trasporto ferroviario
Il rinnovo del contratto di servizio Intercity rappresenta uno dei dossier più importanti per il futuro della mobilità ferroviaria italiana.
I collegamenti Intercity continuano infatti a svolgere un ruolo fondamentale nel connettere numerosi territori non serviti dall'Alta Velocità, garantendo collegamenti a media e lunga percorrenza lungo le principali direttrici nazionali.
La definizione delle modalità di affidamento avrà quindi un impatto significativo non solo sugli operatori ferroviari e sui lavoratori del settore, ma anche sull'organizzazione complessiva del servizio nei prossimi anni.