Prosegue il progetto della nuova linea ferroviaria Alta Velocità/Alta Capacità (AV/AC) Brescia-Verona-Padova, parte integrante dell'asse ferroviario Milano-Venezia.

L'opera è destinata a potenziare uno dei principali collegamenti ferroviari del Nord Italia, con benefici attesi per i servizi ad alta velocità, il trasporto regionale e il traffico merci.

La nuova infrastruttura riveste un ruolo strategico anche a livello europeo, poiché rientra nel Corridoio Mediterraneo della rete transeuropea dei trasporti TEN-T. Il progetto punta ad aumentare la capacità della linea, migliorare la regolarità della circolazione e ridurre i tempi di viaggio lungo la direttrice tra Milano e Venezia, attraverso una maggiore separazione tra le diverse tipologie di traffico ferroviario.

AV/AC Brescia-Verona-Padova, il progetto della nuova linea

La linea Alta Velocità/Alta Capacità Brescia-Verona-Padova costituisce un intervento di potenziamento dell'asse ferroviario Milano-Venezia. La realizzazione della nuova infrastruttura consentirà di affiancare alla linea esistente un ulteriore collegamento, con l'obiettivo di aumentare la capacità complessiva della direttrice.

Il progetto prevede infatti il quadruplicamento dell'infrastruttura ferroviaria attuale, creando le condizioni per una maggiore specializzazione dei servizi. La separazione dei flussi tradizionali da quelli ad alta velocità dovrebbe consentire di gestire in modo più efficiente i diversi tipi di traffico, migliorando le prestazioni complessive della rete.

Gli effetti attesi riguardano sia i collegamenti a lunga percorrenza sia i servizi regionali e il trasporto merci. Una maggiore disponibilità di capacità ferroviaria potrà favorire l'incremento dell'offerta e una circolazione più regolare, riducendo le interferenze tra treni con caratteristiche e modalità operative differenti.

Il ruolo strategico nel Corridoio Mediterraneo TEN-T

La nuova linea si inserisce nel Corridoio Mediterraneo della rete TEN-T, il sistema europeo di trasporto transeuropeo che collega i porti della parte meridionale della Penisola iberica con l'Europa orientale, attraversando il sud della Francia, l'Italia settentrionale e la Slovenia.

La collocazione lungo questo asse conferisce all'intervento una rilevanza che va oltre il contesto nazionale. Il potenziamento della direttrice Milano-Venezia è infatti destinato a contribuire allo sviluppo dei collegamenti ferroviari lungo uno dei principali itinerari est-ovest europei.

L'opera è inoltre parzialmente finanziata attraverso fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Il progetto è quindi inserito in un quadro di investimenti finalizzati al rafforzamento della rete ferroviaria e al miglioramento delle prestazioni infrastrutturali.

I vantaggi per Alta Velocità, regionali e merci

Uno degli obiettivi principali della nuova linea è aumentare la capacità disponibile per i servizi ferroviari lungo la direttrice Milano-Venezia. Il quadruplicamento e la specializzazione dei flussi dovrebbero consentire di gestire un numero maggiore di collegamenti, migliorando al contempo la regolarità della circolazione.

Per i servizi ad alta velocità, il progetto prevede la possibilità di sviluppare ulteriormente l'offerta e ottenere riduzioni dei tempi di percorrenza tra Milano e Venezia Santa Lucia. I benefici attesi riguardano anche la frequenza dei treni e la qualità complessiva dei collegamenti.

Il potenziamento dell'infrastruttura è destinato a interessare anche il trasporto regionale. La separazione tra i servizi tradizionali e quelli ad alta velocità dovrebbe ridurre le interferenze sulla linea, creando condizioni più favorevoli per la regolarità dei collegamenti utilizzati quotidianamente dai pendolari.

Un ulteriore ambito interessato è quello del trasporto merci. La disponibilità di maggiore capacità e una gestione più efficiente dei flussi potranno favorire lo sviluppo dei collegamenti ferroviari destinati alle merci lungo l'asse Milano-Venezia, in un contesto caratterizzato da una crescente importanza delle connessioni tra le reti nazionali ed europee.

La gestione commissariale dell'opera

Il progetto è interessato anche da un aggiornamento dell'assetto amministrativo relativo alla gestione degli interventi. Dal 12 marzo 2026, in seguito all'entrata in vigore del Decreto Legge n. 32, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 58 dell'11 marzo 2026, l'amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) è subentrato ai commissari straordinari precedentemente nominati, secondo quanto previsto dall'articolo 5 del provvedimento.

Successivamente, con l'ordinanza commissariale n. 3 del 15 giugno 2026, è stato nominato sub-commissario l'ingegnere Luigi De Amicis, responsabile della Direzione Investimenti Progetti AV/AC di RFI. La nomina riguarda gli interventi relativi al Nodo di Verona Est e al Nodo di Verona Ovest.

Questi aggiornamenti definiscono il quadro di gestione commissariale delle opere interessate. Il progetto Brescia-Verona-Padova si inserisce così nel più ampio programma di potenziamento dell'asse ferroviario Milano-Venezia, con l'obiettivo di aumentare capacità, regolarità, puntualità e velocità dei collegamenti.

Una direttrice ferroviaria potenziata tra Milano e Venezia

La nuova linea AV/AC Brescia-Verona-Padova è progettata per rafforzare il ruolo della ferrovia lungo una delle principali direttrici del Nord Italia. L'incremento della capacità, la separazione dei flussi e il miglioramento delle prestazioni rappresentano gli elementi centrali dell'intervento, destinato a interessare il trasporto passeggeri ad alta velocità, i servizi regionali e il traffico merci.

I benefici effettivi dipenderanno dalla realizzazione dell'infrastruttura e dalla successiva organizzazione dei servizi. Il progetto punta comunque a rendere più efficiente il collegamento tra Milano e Venezia e a migliorare l'integrazione della rete ferroviaria italiana con il sistema dei trasporti europeo. L'attivazione è prevista dal 2027.

Foto RFI