Si apre il confronto sull’interramento della Ferrovia Adriatica nel tratto compreso tra Pineto, Roseto degli Abruzzi e Silvi. Le amministrazioni comunali hanno avviato un percorso di approfondimento pubblico e istituzionale per valutare una possibile soluzione che potrebbe cambiare radicalmente il rapporto tra ferrovia e territorio.
L’ipotesi riguarda in particolare l’area della Torre del Cerrano e dell’Area Marina Protetta, uno dei tratti più delicati dal punto di vista ambientale e turistico dell’intera costa abruzzese.
Un’infrastruttura che divide il territorio
Il tracciato ferroviario, realizzato poco dopo l’Unità d’Italia, rappresenta da oltre un secolo un elemento di separazione tra la fascia costiera e quella collinare, incidendo sull’assetto urbanistico e sociale dei centri attraversati.
Nel corso degli anni, la crescita urbanistica lungo la costa ha reso sempre più complessa la gestione degli spazi e delle connessioni tra le diverse parti del territorio.
Secondo quanto emerso, nell’ambito degli interventi programmati da Rete Ferroviaria Italiana sulla direttrice Bologna-Lecce, non sono previsti lavori di velocizzazione nel tratto tra Roseto e Silvi, anche a causa della forte urbanizzazione dell’area.
L’ipotesi dell’interramento
Tra le soluzioni allo studio vi è quindi l’interramento della linea ferroviaria nel segmento interessato, con l’obiettivo di ricucire il territorio tra mare e collina, eliminare la frattura urbanistica e migliorare la qualità della vita dei residenti.
L’intervento permetterebbe inoltre di aumentare i livelli di sicurezza e di valorizzare l’area della Torre del Cerrano, favorendo al contempo una possibile modernizzazione della linea ferroviaria.
Per questo motivo, dopo una prima interlocuzione con l’Area Marina Protetta, i sindaci hanno ritenuto necessario avviare un percorso strutturato di confronto e informazione, coinvolgendo cittadini e istituzioni.
Un’ipotesi che divide
L’interramento della ferrovia rappresenta tuttavia una soluzione complessa, che richiede valutazioni approfondite non solo dal punto di vista tecnico ed economico, ma anche per le ricadute sul territorio.
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I possibili rischi di un progetto complesso
Un intervento di questo tipo comporterebbe innanzitutto cantieri lunghi e invasivi, con anni di lavori lungo la costa e inevitabili ripercussioni sulla viabilità, sul turismo e sulla vita quotidiana dei residenti.
Dal punto di vista economico, si tratterebbe di un’opera con costi molto elevati, difficilmente sostenibili senza un forte impegno pubblico, a fronte di benefici che andrebbero valutati nel lungo periodo.
Non va inoltre sottovalutato l’impatto sul sistema ferroviario durante i lavori, con possibili limitazioni o interruzioni della circolazione su una direttrice strategica come l’Adriatica.
Un altro aspetto riguarda il valore paesaggistico: oggi la ferrovia corre lungo il mare offrendo scorci unici e rappresentando un elemento identitario del territorio. Un suo interramento eliminerebbe completamente questa relazione visiva tra infrastruttura e costa.
Infine, resta il tema dell’effettiva utilità dell’intervento: in assenza di un progetto complessivo di potenziamento della linea, l’opera rischierebbe di non tradursi in un reale miglioramento del servizio ferroviario.
Per questi motivi, l’ipotesi dell’interramento si presenta come una scelta che richiede un’analisi attenta e condivisa, capace di bilanciare esigenze di sviluppo, sostenibilità e tutela del territorio.