Ci sono immagini che raccontano più di tante parole. 

E quelle che arrivano in questi giorni da Roma Smistamento colpiscono inevitabilmente chiunque abbia vissuto, anche solo da viaggiatore occasionale, l'epoca dei TAF, i "celebri" Treni ad Alta Frequentazione che per oltre un quarto di secolo hanno rappresentato una delle colonne portanti del trasporto regionale italiano.

In una zona dello scalo romano che in passato ospitava principalmente carri merci e che negli ultimi anni era progressivamente stata svuotata, sono infatti comparsi sei convogli TAF accantonati.

Non si tratta però di una semplice sosta tecnica o di una temporanea indisponibilità. Le immagini e il video che proponiamo documentano una situazione ben diversa: i treni risultano infatti chiusi e sigillati mediante l'applicazione di lamiere rivettate su porte e finestrini, una pratica normalmente utilizzata per impedire l'accesso a estranei e proteggere i rotabili durante lunghi periodi di inattività.

Sei unità simbolo di un'epoca

I convogli interessati sono i TAF n.21, 29, 36, 48, 49 e 52, tutti visibili all'interno dello scalo romano.

Per chi ha seguito l'evoluzione del trasporto regionale italiano, si tratta di numeri che evocano un'intera stagione ferroviaria. Entrate in servizio a partire dalla fine degli anni Novanta, queste automotrici a due piani hanno contribuito in modo decisivo all'ammodernamento del servizio pendolare, soprattutto nelle grandi aree metropolitane.

Per anni sono stati protagonisti assoluti delle linee regionali del Lazio e non solo, trasportando quotidianamente migliaia di viaggiatori tra Roma e il resto della regione. Oggi, però, il tempo presenta il conto: quasi 30 anni di carriera rappresentano un'età importante per qualsiasi materiale rotabile destinato a servizi intensivi.

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Un futuro tutto da scrivere

È importante chiarirlo subito: nessuno conosce con certezza quale sarà il destino di questi sei convogli.

Negli ultimi anni il mondo ferroviario ci ha abituati a sviluppi spesso imprevedibili. Alcuni TAF sono stati ceduti all'estero, con diverse unità destinate al Marocco; altri sono stati accantonati; altri ancora sono stati demoliti. Per questo motivo sarebbe sbagliato trarre conclusioni definitive osservando solamente la situazione attuale.

Tuttavia, la presenza delle lamiere di chiusura e le condizioni generali di alcuni dei convogli lasciano inevitabilmente spazio a interrogativi. Immaginare un loro ritorno al servizio regolare in Italia appare oggi piuttosto difficile, anche se non impossibile.

Tra le unità presenti, il TAF n.52 sembrerebbe essere quello conservato in condizioni relativamente migliori, ma ogni valutazione resta puramente osservativa e non supportata da informazioni ufficiali.

Il video

Un pugno allo stomaco per tanti appassionati

Al di là delle considerazioni tecniche, ciò che colpisce maggiormente è l'impatto emotivo di queste immagini.

Vedere treni che per decenni hanno rappresentato la normalità del viaggio quotidiano ridotti a sagome silenziose, sbarrate e isolate, suscita inevitabilmente una certa malinconia. Per molti pendolari romani i TAF hanno rappresentato una presenza costante, quasi familiare, nel percorso casa-lavoro o casa-scuola.

Oggi quei convogli appaiono fermi, in attesa di un destino ancora sconosciuto. Non sappiamo se qualcuno di loro troverà una seconda vita all'estero, se verrà utilizzato per altri scopi o se la strada porterà inevitabilmente alla demolizione.

Quello che sappiamo è che queste immagini raccontano la fine di un'epoca. Un'epoca fatta di treni che, pur con tutti i loro limiti, hanno contribuito a scrivere una pagina importante della storia recente delle ferrovie italiane.

La fine di una generazione

L'arrivo dei nuovi Rock in particolar modo ha inevitabilmente accelerato il pensionamento dei TAF. È il normale ciclo evolutivo della ferrovia, che rinnova il proprio materiale per offrire maggiore affidabilità, comfort ed efficienza energetica.

Eppure, osservando quei sei convogli immobili a Roma Smistamento, viene spontaneo fermarsi per un momento. Perché prima ancora di essere semplici treni, i TAF sono stati per oltre venticinque anni una parte integrante del paesaggio ferroviario italiano e romano, soprattutto. E vedere alcuni di loro ridotti a silenziosi testimoni di un passato che si allontana lascia inevitabilmente un velo di nostalgia.