Nuovo cambio di rotta del Governo sulla futura gara per i servizi Intercity.

Dopo il confronto con la Commissione europea, è stato eliminato dal decreto PNRR-Infrastrutture il riferimento alla possibilità di affidare il servizio con un lotto unico, tornando così all'impostazione originaria prevista dalla Legge Concorrenza.

La modifica rappresenta un passaggio decisivo per rispettare gli impegni assunti con Bruxelles e consentire il completamento del percorso previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Salta il lotto unico

Dopo lo stop ai lavori parlamentari registrato lo scorso 29 luglio, il testo del decreto PNRR-Infrastrutture è stato modificato eliminando il riferimento alla possibilità di affidare i servizi Intercity attraverso "uno o più lotti".

La nuova formulazione ripristina quanto previsto dalla Legge Concorrenza del 2021, secondo cui i contratti di servizio ferroviario Intercity dovranno essere suddivisi in lotti appropriati e contendibili.

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La richiesta della Commissione europea

La modifica è arrivata dopo il confronto con la Commissione europea, che aveva espresso perplessità sulla possibilità di ricorrere a un lotto unico per l'affidamento del servizio.

Con il ritorno alla suddivisione in più lotti, il Governo intende rispettare gli impegni assunti nell'ambito del PNRR e superare le osservazioni formulate da Bruxelles.

Una gara decisiva per il PNRR

La gara per l'affidamento dei servizi Intercity nel periodo 2027-2041 rappresenta uno degli ultimi adempimenti previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza nel settore ferroviario.

Il completamento della procedura è infatti collegato allo sblocco dell'ultima tranche di finanziamenti europei, pari a circa 3 miliardi di euro.

La suddivisione in più lotti è finalizzata a favorire una maggiore concorrenza nel mercato del trasporto ferroviario passeggeri, consentendo a diversi operatori di partecipare alla gara.

Resta il censimento del materiale rotabile

La norma conferma inoltre che, entro 45 giorni dall'approvazione del provvedimento, le Regioni dovranno trasmettere annualmente al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il censimento del materiale rotabile disponibile.

Sarà poi il Ministero a mettere a disposizione dell'operatore aggiudicatario della gara i treni di proprietà dello Stato destinati allo svolgimento del servizio.

Il confronto con i sindacati

L'ipotesi del lotto unico era stata sostenuta anche dalle organizzazioni sindacali, che avevano espresso preoccupazione per una possibile frammentazione del servizio e per il rischio di fenomeni di dumping in assenza di adeguate clausole sociali.

Il viceministro Edoardo Rixi aveva spiegato che il Governo aveva avviato un'interlocuzione con la Commissione europea per valutare la possibilità del lotto unico. Con la modifica approvata nel decreto PNRR-Infrastrutture si torna però all'impostazione originaria prevista dalla normativa vigente, che prevede la suddivisione della gara in più lotti.