
Il Friuli Venezia Giulia punta a rafforzare il proprio ruolo nei collegamenti ferroviari tra l’Italia, l’Europa centrale e i Balcani.
Tra le priorità indicate dalla Regione figurano il potenziamento tecnologico della rete, lo sviluppo di nuovi collegamenti internazionali e il rilancio del traffico merci attraverso il nodo di Gorizia.
A fare il punto sulle prospettive del settore è stata l’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio, Cristina Amirante, intervenuta in IV Commissione.
Al centro del confronto, la capacità della rete, i rapporti con Austria e Slovenia e gli interventi necessari per valorizzare le infrastrutture ferroviarie esistenti e ampliare l’offerta dei servizi.
Nuovi collegamenti con Austria e Slovenia
Sul fronte dei collegamenti con l’Austria, la Regione sta lavorando a una proposta per istituire un servizio ferroviario tra Venezia e Salisburgo lungo la linea Pontebbana, con fermate previste a Pordenone e Udine.
Come ha ricordato Amirante, i collegamenti ferroviari a mercato, tra cui quello tra Trieste e Vienna, dipendono dalle valutazioni commerciali degli operatori. La Regione mantiene comunque aperto il confronto con i soggetti interessati per individuare nuove opportunità di servizio.
Un elemento ritenuto determinante è il potenziamento tecnologico della tratta Udine-Gorizia-Monfalcone, lunga circa 46 chilometri e inserita nella programmazione del contratto di programma di RFI. L’aggiornamento dei sistemi di distanziamento e gestione della circolazione dovrebbe consentire di aumentare la capacità della linea, rendere disponibili nuove tracce ferroviarie e migliorare gli standard di sicurezza.
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La lunetta ferroviaria di Gorizia attesa entro fine 2026
Tra gli interventi considerati strategici per il territorio figura la realizzazione della lunetta ferroviaria di Gorizia. Secondo quanto riferito dall’assessore regionale, RFI ha confermato l’avvio dei lavori entro la fine del 2026.
L’opera punta a rafforzare i collegamenti ferroviari tra il nodo goriziano e le direttrici verso Trieste, Udine e Venezia, favorendo anche l’integrazione con le infrastrutture presenti sul versante sloveno.
Il progetto assume particolare importanza per la possibilità di disporre di un itinerario alternativo verso l’Europa orientale e i Balcani, aumentando la flessibilità della rete anche nel caso di indisponibilità del valico di Villa Opicina.
Il rilancio del traffico merci attraverso Gorizia
Uno degli obiettivi principali riguarda il recupero dei traffici ferroviari merci al valico di Gorizia. I transiti, passati da circa 21.000 nel 2000 a 12.000 nel 2015, risultano oggi azzerati, mentre le Ferrovie slovene hanno concentrato la gestione dei convogli merci a Villa Opicina.
Secondo Amirante, la riduzione del traffico sul valico goriziano è legata alle scelte operative delle Ferrovie slovene e non a decisioni assunte dall’Italia o dalla Regione. Mantenere disponibile questo collegamento permetterebbe di offrire un’alternativa a Villa Opicina e di rafforzare la competitività del sistema logistico regionale.
Il collegamento è considerato una risorsa dagli operatori merci presenti in Friuli Venezia Giulia, soprattutto per i traffici est-ovest, le connessioni con l’Austria e le esigenze delle imprese del territorio, tra cui Acciaierie Bertoli Safau, il gruppo Pittini e le aziende dell’area industriale dell’Aussa Corno.

I limiti della rete slovena e le opportunità logistiche
Lo sviluppo dei traffici deve tuttavia fare i conti con alcune criticità infrastrutturali sul versante sloveno. La linea Nova Gorica-Sežana non è elettrificata e presenta caratteristiche tecniche che condizionano la circolazione dei convogli più pesanti. Anche la disponibilità di locomotive diesel adeguate rappresenta un elemento da valutare nell’organizzazione dei servizi.
Ulteriori opportunità potrebbero arrivare dalla gestione logistica dei treni merci. I cinque binari presenti sul lato sloveno, in prossimità del confine, potrebbero essere utilizzati per la sosta temporanea dei convogli, facilitando la programmazione dei flussi in base agli orari di attività degli stabilimenti e alle esigenze operative notturne o nei giorni festivi.
In questo contesto si inserisce anche la richiesta di SDAG di essere integrata nel complesso ferroviario del nuovo Porto di Trieste, in relazione alle infrastrutture retroportuali. La lunetta contribuirebbe a creare un itinerario alternativo tra il porto e Gorizia attraverso la Slovenia, rafforzando l’integrazione tra infrastrutture portuali, terminal logistici e rete ferroviaria regionale.
Più collegamenti passeggeri tra Italia e Slovenia
Accanto al trasporto merci, la Regione intende consolidare i servizi passeggeri transfrontalieri. Le iniziative realizzate in occasione di GO! 2025 hanno contribuito a rafforzare i collegamenti ferroviari tra Italia e Slovenia.
Il servizio tra Venezia, Gorizia e Nova Gorica, avviato nel 2025 con un treno Blues capace di circolare anche sulle linee non elettrificate, è stato consolidato nel 2026 con collegamenti che interessano anche Pordenone e Udine.
Per il 2027 è previsto un ulteriore collegamento tra Nova Gorica-Gorizia e Pordenone, Capitale italiana della Cultura, con prosecuzione verso Venezia.
Dal 2025 Gorizia è inoltre collegata direttamente a Roma con un servizio Freccia, mentre la città dispone dei collegamenti regionali lungo la direttrice Trieste-Gorizia-Udine-Venezia e di servizi automobilistici urbani ed extraurbani in corrispondenza della stazione ferroviaria.

Collaborazione transfrontaliera con Austria e Slovenia
Il rafforzamento dei collegamenti internazionali passa attraverso la collaborazione tra la Regione, il GECT GO, gli enti locali, Trenitalia, le Ferrovie slovene e RFI.
Per i rapporti con l’Austria, il confronto si sviluppa anche attraverso il tavolo transfrontaliero nell’ambito del programma Interreg Italia-Austria. L’obiettivo è creare le condizioni per ampliare l’offerta passeggeri e migliorare l’integrazione delle infrastrutture ferroviarie sui due lati del confine.
Secondo Amirante, l’esperienza di GO! 2025 ha dimostrato l’importanza della collaborazione tra istituzioni e operatori per sviluppare servizi concreti. La Regione intende proseguire su questa strada, lavorando sia al consolidamento dei collegamenti passeggeri sia al recupero del traffico merci, con particolare attenzione al ruolo internazionale di Gorizia.
Il Friuli Venezia Giulia punta sulla rete ferroviaria internazionale
Il programma delineato dalla Regione comprende quindi interventi tecnologici sulla rete, nuove opportunità di collegamento con Austria e Slovenia e una maggiore valorizzazione delle infrastrutture merci e portuali.
La lunetta ferroviaria di Gorizia, il potenziamento della tratta Udine-Gorizia-Monfalcone e lo sviluppo dei servizi transfrontalieri rappresentano alcuni dei passaggi indicati per rafforzare il ruolo del Friuli Venezia Giulia nei collegamenti tra l’Europa occidentale e quella orientale.
L’obiettivo è migliorare la capacità e l’affidabilità della rete, ridurre tempi e costi di transito e sostenere la competitività delle imprese regionali, attraverso una maggiore integrazione ferroviaria con i Paesi confinanti.