
Olbia, prossima fermata aeroporto. Ma non prima del 2029.
Il collegamento ferroviario tra la stazione di Olbia Terranova e l’aeroporto Costa Smeralda continua infatti a spostare in avanti il proprio orizzonte temporale.
L’opera, inizialmente programmata per essere completata entro il 2026, compare oggi nei documenti più recenti di RFI con una attivazione prevista nel 2029.
Un nuovo slittamento che arriva proprio mentre si chiude la fase legata ai finanziamenti del Pnrr. Scaduto il 31 agosto il termine per l’utilizzo delle risorse europee, si attende ora la rendicontazione prevista per la fine di settembre.
Solo a quel punto sarà possibile avere un quadro più chiaro di quanto del finanziamento originario sia stato effettivamente utilizzato e, soprattutto, di quali risorse saranno necessarie per portare a termine un'opera considerata strategica per la mobilità del Nord Sardegna.
Un progetto atteso da anni
Il collegamento ferroviario con l’aeroporto di Olbia nasce come uno degli interventi più importanti per migliorare l’accessibilità dello scalo Costa Smeralda. Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo tracciato ferroviario di circa 3,4 chilometri, con origine dalla linea Golfo Aranci-Macomer e passaggio attraverso la stazione di Olbia-Terranova.
Il nuovo collegamento arriverà direttamente all’aeroporto, dove è prevista una stazione di testa a due binari collegata al terminal. Il progetto comprende inoltre una bretella di circa un chilometro verso Chilivani e Macomer.
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Dai 2026 al 2029
È soprattutto la storia delle scadenze a raccontare il cambiamento intervenuto negli ultimi anni.
Quando Rfi pubblicò la gara, nel dicembre 2023, l’obiettivo indicato era quello di completare l’opera entro giugno 2026. Successivamente l’attivazione era stata spostata alla fine dello stesso anno.
Il piano commerciale di RFI dell’ottobre 2025 aveva poi portato l’orizzonte al 2028. Ora arriva un ulteriore spostamento: il più recente quadro programmatico regionale pubblicato da Rfi indica infatti il 2029 come anno di attivazione del collegamento.
In pratica, rispetto alla previsione iniziale, l’entrata in servizio dell’infrastruttura viene rinviata di circa tre anni. Un cambiamento che rende ormai evidente come l’opera non possa essere completata integralmente nei tempi originariamente associati al Pnrr.

Un investimento da oltre 230 milioni di euro
La gara pubblicata da RFI nel dicembre 2023 aveva un valore di circa 114 milioni di euro di fondi Pnrr destinati alla progettazione esecutiva e alla realizzazione del collegamento.
L’investimento complessivo dell’opera era inizialmente indicato in circa 230 milioni di euro ed è stato successivamente aggiornato a circa 231 milioni.
Nel maggio 2024 Rfi aveva individuato come migliore offerente Manelli Impresa, in avvalimento con Europea 92. Successivamente, a seguito della procedura di crisi che ha interessato l’impresa, il ramo d’azienda è stato ceduto a Cmc attraverso un contratto di affitto.
Il nodo dei finanziamenti Pnrr
Il vero punto interrogativo, oggi, riguarda però le risorse necessarie per accompagnare l’opera fino alla sua conclusione.
La scadenza del 31 agosto per l’utilizzo dei finanziamenti Pnrr impone infatti di fare il punto su quanto è stato effettivamente realizzato e rendicontato. La verifica di fine settembre dovrebbe permettere di capire quale percentuale delle risorse europee sia stata utilizzata e quale parte dell’intervento non possa invece più essere ricondotta al piano nei tempi previsti.
Il fatto che il collegamento sia stato spostato al 2029 non significa automaticamente che l’opera sia destinata a fermarsi. Significa però che la questione delle coperture finanziarie assume ora un peso ancora maggiore: ciò che non potrà essere sostenuto dal Pnrr dovrà infatti trovare altre risorse per consentire il completamento dell’infrastruttura.
La proroga della pubblica utilità
Nel frattempo è arrivata anche la proroga di quattro anni degli effetti della dichiarazione di pubblica utilità, un passaggio necessario per mantenere efficace il percorso amministrativo relativo alle aree interessate dal nuovo collegamento e consentire la prosecuzione delle procedure.
La proroga non risolve naturalmente il problema finanziario, ma permette di mantenere in piedi l’iter necessario alla realizzazione dell’opera mentre viene ridefinito il quadro temporale.
L’intervento è sottoposto alla gestione del commissario straordinario di Governo Roberto Pagone, chiamato a seguire una delle opere considerate strategiche per il sistema dei trasporti del Nord Sardegna.

Le nuove risorse per le opere Pnrr
Un possibile quadro di riferimento arriva dall’aggiornamento 2025 del Contratto di programma MIT-RFI, diventato efficace nel giugno scorso.
Il documento mette infatti a disposizione, a livello nazionale, nuove risorse destinate anche alla prosecuzione degli interventi già avviati e alla copertura dei fabbisogni residui e dei maggiori oneri legati agli investimenti Pnrr.
RFI indica in particolare 1,150 miliardi di euro destinati agli interventi in corso e ulteriori 1,096 miliardi per fabbisogni residui e maggiori oneri Pnrr.
Non è però possibile, sulla base delle informazioni attualmente disponibili, stabilire quale quota di queste risorse possa essere destinata nello specifico al collegamento ferroviario dell’aeroporto di Olbia. Il meccanismo, tuttavia, potrebbe rappresentare uno degli strumenti attraverso i quali consentire alle opere avviate con il Pnrr di proseguire anche oltre la scadenza delle risorse europee.
Il treno per l’aeroporto resta nel futuro di Olbia
Per Olbia, dunque, il progetto non scompare dai programmi di Rfi, ma cambia ancora una volta orizzonte.
Dal 2026 inizialmente previsto si è passati al 2028 e ora al 2029. Nel frattempo dovranno essere completati i lavori, definito il nuovo cronoprogramma e soprattutto chiarito il quadro finanziario necessario per arrivare fino alla conclusione dell’opera.
Il collegamento diretto tra Olbia Terranova e l’aeroporto Costa Smeralda resta quindi un progetto concreto e programmato, ma per vedere finalmente il treno arrivare sotto il terminal dello scalo sardo bisognerà aspettare ancora qualche anno.