Prosegue l’iter per il potenziamento della linea ferroviaria AV/AC Adriatica, con un cronoprogramma aggiornato che prevede il completamento della progettazione entro l’estate e l’avvio dell’iter autorizzativo entro fine anno. L’inizio dei cantieri è atteso nel 2028, mentre l’entrata in esercizio della nuova infrastruttura è indicata per la primavera del 2034.
Un progetto da oltre 4 miliardi
L’intervento, che interessa l’intero asse adriatico fino a Lecce articolandosi in più lotti, punta a incrementare la capacità della linea attraverso il cosiddetto quadruplicamento, ovvero la realizzazione di una nuova coppia di binari affiancata (in parte) all’infrastruttura esistente.
Le risorse complessive, inizialmente pari a 5 miliardi di euro, sono state ridimensionate a circa 4,1 miliardi. Di questi, la quota principale – circa 3,5 miliardi – è destinata al primo lotto tra Bologna e Castel Bolognese.
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Il primo lotto: Bologna–Castel Bolognese
Il tratto iniziale si sviluppa dal Bivio San Vitale fino all’area ravennate, per un’estensione di circa 40 chilometri, a cui si aggiungono le connessioni verso Rimini e Ravenna.
La nuova linea sarà progettata per velocità fino a 250 km/h e coinvolgerà numerosi comuni, tra cui Bologna, San Lazzaro di Savena, Imola, Castel San Pietro Terme, Solarolo e Faenza.
Il nodo del tracciato e il tema del viadotto
Uno degli aspetti più discussi riguarda la configurazione del tracciato. Dopo un primo tratto in affiancamento alla linea storica, la nuova infrastruttura si discosterà verso nord, sviluppandosi in parte su viadotto in direzione dell’autostrada A14.
Proprio questa soluzione ha suscitato le principali perplessità da parte dei territori interessati, con comitati e amministrazioni locali che hanno chiesto alternative meno impattanti dal punto di vista paesaggistico.
Tra le ipotesi avanzate figurava anche la realizzazione di tratti in galleria, soluzione che tuttavia, secondo i tecnici, presenta criticità legate alle condizioni idrogeologiche dell’area.
Riduzione dell’impatto e uso del territorio
Le ultime evoluzioni progettuali, emerse anche dal dibattito pubblico avviato nel 2024, puntano a ridurre il consumo di suolo e a limitare le interferenze con il territorio.
In particolare, si privilegia l’utilizzo di corridoi già infrastrutturati e si cerca di contenere la frammentazione del territorio agricolo, evitando anche aree sensibili come le casse di espansione di Castel Guelfo, già interessate da eventi alluvionali.
L’obiettivo complessivo resta quello di migliorare capacità e prestazioni della dorsale adriatica, mantenendo al contempo un equilibrio tra sviluppo infrastrutturale e tutela del territorio.
Fonte Il Resto del Carlino