
Nuove difficoltà per la realizzazione della linea di accesso italiana al Tunnel di Base del Brennero, tra problemi ambientali, rallentamenti nei cantieri e preoccupazioni per l'occupazione.
Dopo l'aumento dei costi dell'opera, la presenza di arsenico nei terreni lungo la tratta Fortezza-Ponte Gardena ha rallentato le lavorazioni.
Per 50 dipendenti di Isocell è scattata la cassa integrazione straordinaria, mentre il sindacato teme conseguenze più ampie sul progetto.
Arsenico nei terreni, rallentano i lavori
La nuova criticità riguarda i 22,5 chilometri della tratta ferroviaria Fortezza-Ponte Gardena, parte del potenziamento della linea di accesso al tunnel di base del Brennero.
Il ritrovamento di arsenico nel terreno ha reso necessario modificare le modalità di gestione dei materiali di scavo, con conseguenze sui tempi delle lavorazioni. Secondo quanto riferito da Marco Nardini, segretario generale della Fillea CGIL, la presenza di materiale contaminato impone procedure specifiche per la raccolta e lo smaltimento di roccia e fanghi.
I materiali vengono depositati in apposite vasche di decantazione, successivamente caricati su camion e trasportati in cave specializzate tra Verona, Vicenza e Milano. La Provincia provvede al monitoraggio quotidiano delle operazioni.
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Cassa integrazione per 50 lavoratori di Isocell
Il rallentamento delle attività ha determinato il ricorso alla cassa integrazione straordinaria per 50 dipendenti di Isocell, azienda specializzata nella produzione dei conci in calcestruzzo destinati al rivestimento interno delle gallerie. L'ammortizzatore sociale è stato attivato per sei mesi, dal 19 ottobre 2026 al 19 aprile 2027.
Alla difficoltà legata alla gestione dei materiali contaminati si aggiunge infatti un problema di stoccaggio dei manufatti già prodotti. Nardini ha spiegato che il sindacato aveva chiesto al consorzio Dolomiti Webuild Implenia di individuare altre attività per evitare la sospensione dei lavoratori.
La risposta, secondo quanto riferito dal segretario, è stata che un loro impiego in altre lavorazioni avrebbe comportato costi troppo elevati. Il rappresentante sindacale ha inoltre sollevato interrogativi sulla mancata individuazione della contaminazione durante le precedenti attività di indagine e carotaggio del terreno.

Il timore di uno stop più ampio ai cantieri
La preoccupazione della Fillea CGIL riguarda anche le possibili conseguenze del rallentamento sulla prosecuzione dell'intero progetto.
Secondo Nardini, le difficoltà attuali potrebbero estendersi ad altri cantieri della linea di accesso al Brennero, fino a determinare uno stop delle attività e il rischio di licenziamento per circa 400 lavoratori.
A destare preoccupazione è anche la situazione finanziaria del gruppo Webuild, che avrebbe richiesto al governo il pagamento di 22 miliardi di euro. La cifra, secondo quanto precisato dalla società, non riguarda nuovi extracosti, ma obbligazioni contrattuali già maturate, relative a lavori eseguiti e certificati e ad anticipazioni previste dalla legge.
Costi in aumento e apertura rinviata al 2034
Le nuove difficoltà si aggiungono al recente aggiornamento dei costi del tunnel di base del Brennero, con un incremento di circa 1,2 miliardi di euro e uno slittamento dell'entrata in funzione al 2034, secondo quanto riportato dalla stampa locale.
Webuild è coinvolta negli appalti per il potenziamento della linea ferroviaria da Fortezza a Verona, comprese le circonvallazioni di Bolzano e Trento, opere necessarie per completare il collegamento ferroviario di accesso al tunnel. La tratta Fortezza-Ponte Gardena rappresenta quindi un tassello importante del progetto complessivo.
Le difficoltà legate alla presenza di arsenico, alla gestione dei materiali e allo stoccaggio dei conci aggiungono nuove incognite su tempi e organizzazione dei lavori.
