
Prosegue senza sosta la lunga stagione delle demolizioni per le automotrici diesel che hanno segnato decenni di servizio sulle linee italiane.
Nella giornata di ieri si sono registrati due distinti trasferimenti verso il destino finale, simbolo di un ricambio generazionale ormai entrato nella sua fase più avanzata.
Da Alessandria verso la demolizione
Il primo convoglio è partito da Alessandria diretto a San Giuseppe di Cairo, tappa intermedia prima dell’inoltro alla Vico per la riduzione volumetrica.
A trainare il treno, in una sorta di ultimo omaggio alla trazione diesel tradizionale, la D.445.1034 ancora in livrea originale.
Al seguito ben sei automotrici ALn 668, alcune delle quali avevano concluso la loro carriera in ambito Trenord:
- ALn 668.3211 – FIAT Ferroviaria Savigliano, 1982, livrea Trenord;
- ALn 668.3238 – FIAT Ferroviaria Savigliano, 1982, livrea Trenord;
- ALn 668.3314 – FIAT Ferroviaria Savigliano, 1983, livrea XMPR;
- ALn 668.3232 – FIAT Ferroviaria Savigliano, 1982, livrea XMPR;
- ALn 668.1007 – FIAT Ferroviaria Savigliano, 1976, livrea XMPR;
- ALn 668.3150 – OMECA, 1981, livrea XMPR.
Una composizione che racchiude quasi mezzo secolo di storia ferroviaria, dalle unità più anziane degli anni ’70 fino alle ultime versioni degli anni ’80.
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Un secondo invio dal Sud
Nella stessa giornata si è mosso un secondo convoglio, partito da Villa San Giovanni e diretto inizialmente a Villa Literno, primo step di un trasferimento più lungo verso il Nord e, verosimilmente, lo stesso destino finale.
In questo caso il treno, trainato dalla E.464.135, presentava una composizione mista, con locomotive e automotrici:
- E.464.136 – Bombardier, 2002, livrea XMPR;
- E.464.042 – ADtranz, 2000, livrea XMPR.
Al seguito, quattro automotrici ALn 663, tutte ovviamente in livrea XMPR:
- ALn 663.1006 – FIAT Ferroviaria Savigliano, 1983;
- ALn 663.1164 – FIAT Ferroviaria Savigliano, 1985;
- ALn 663.1166 – FIAT Ferroviaria Savigliano, 1985;
- ALn 663.1195 – FIAT Ferroviaria Savigliano, 1984.

Un addio che si ripete
Se per le ALn 668 si tratta ormai di una scena sempre più frequente, colpisce vedere coinvolte sempre più spesso anche le ALn 663, rotabili più recenti ma anch’essi giunti al termine del proprio ciclo operativo.
Convogli che per decenni hanno garantito servizi locali su linee secondarie e non elettrificate, diventando parte integrante del paesaggio ferroviario italiano.
Il segno dei tempi
Questi trasferimenti rappresentano l’ennesimo capitolo di una trasformazione profonda: l’uscita di scena delle automotrici diesel tradizionali lascia spazio a materiale più moderno, efficiente e sostenibile.
Un passaggio inevitabile, che segna però la fine di una stagione ferroviaria fatta di mezzi semplici, robusti e longevi, capaci di attraversare generazioni e territori.
Foto di repertorio