La recente demolizione di due locomotive del Gruppo E.656, le unità 513 e 588, riporta l’attenzione su una serie che per decenni è stata tra le più diffuse, riconoscibili e amate delle Ferrovie dello Stato. Proprio alla luce di queste ultime dismissioni abbiamo ricostruito, sulla base dei nostri dati, lo stato attuale della flotta: il quadro che emerge è quello di un Gruppo ormai quasi completamente scomparso al netto delle unità preservate.
I “Caimano”, costruiti in 461 esemplari tra gli anni Settanta e Ottanta, hanno infatti subito una progressiva e costante riduzione negli ultimi anni. Oggi, a distanza di poco tempo dalla loro uscita dal servizio regolare, 417 locomotive risultano demolite, lasciando in vita un numero ormai estremamente limitato di unità.
E.656, oltre il 90% della flotta è scomparso
Il dato più significativo riguarda la consistenza complessiva del gruppo. A fronte di 461 unità costruite, ne risultano ancora esistenti appena 44, tra locomotive preservate e mezzi accantonati.
In termini percentuali, significa che oltre il 90% delle E.656 è già stato demolito, segnando di fatto la fine operativa di una delle serie più longeve e diffuse delle Ferrovie dello Stato.
La radiazione è avvenuta in maniera progressiva, ma ha subito - ovviamente e come abbiamo sempre documentato - una forte accelerazione negli ultimi anni, con la dismissione definitiva delle unità non più utilizzate nel traffico ordinario.
Le locomotive ancora esistenti
Delle circa 44 unità rimaste, una parte significativa è oggi preservata ovviamente per fini storici. La Fondazione FS Italiane dispone infatti di 18 locomotive, selezionate per rappresentare le diverse evoluzioni tecniche e di livrea del Gruppo.
Alcune di queste sono già impiegate nei treni storici, mentre altre risultano ferme in attesa di interventi di ripristino.
Accantonamenti e ultime unità fuori servizio
Accanto alle locomotive storiche, restano 26 unità accantonate in vari impianti sul territorio nazionale, tra cui Palermo, Verona, Roma Smistamento e Livorno.
Si tratta per lo più di mezzi ritirati negli ultimi anni di servizio e non più utilizzati, che rappresentano di fatto l’ultima traccia operativa del gruppo E.656.
Per alcune di queste unità non è escluso un recupero, ma per molte altre la prospettiva più concreta resta la demolizione nel medio periodo.
Tutto questo sempre che non sia già avvenuta, visto che avere informazioni precise, soprattutto in alcune zone o impianti d'Italia è piuttosto difficile.
Le prime serie ormai quasi scomparse
L’analisi delle diverse serie evidenzia come le unità più anziane siano ormai praticamente estinte. Al netto di quelle preservate, le locomotive costruite tra il 1975 e il 1979 risultano oggi presenti solo in pochissimi esemplari.
Una presenza leggermente più consistente si registra invece tra le ultime serie, comprese le “Navetta”, alcune delle quali risultano ancora potenzialmente recuperabili.
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Il caso Viareggio: la locomotiva ancora sotto sequestro
Tra le unità non demolite figura anche la E.655.175, coinvolta nel tragico incidente ferroviario di Viareggio del 29 giugno 2009, uno degli eventi più drammatici nella storia recente delle ferrovie italiane.
La locomotiva dovrebbe essere tuttora sotto sequestro giudiziario e rappresenta un caso a sé rispetto al resto della flotta, non essendo mai rientrata nei normali cicli di dismissione.
Nel corso degli anni si è più volte parlato della possibilità di preservare il mezzo come monumento commemorativo, in ricordo delle vittime della strage. Ad oggi, tuttavia, il futuro della locomotiva non risulta ancora definito.

Fine di un’era per il “Caimano”
Con la demolizione di oltre il 90% delle unità, il gruppo E.656 si avvia definitivamente verso la storia. Per quasi cinquant’anni queste locomotive hanno garantito collegamenti su tutta la rete nazionale, diventando una presenza costante nel panorama ferroviario italiano.
Oggi, tra pochi esemplari preservati e un numero limitato di unità accantonate, il “Caimano” lascia spazio alle nuove generazioni di rotabili, mantenendo però un ruolo centrale nella memoria collettiva degli appassionati e degli operatori del settore.