Un collegamento ferroviario completamente ripensato tra Roma e l’aeroporto di Fiumicino, con frequenze da metropolitana e tempi di viaggio competitivi.
È questa l’ipotesi allo studio di Aeroporti di Roma, che starebbe valutando un nuovo modello di servizio ferroviario per collegare la Capitale con il principale scalo italiano.
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il progetto — indicato provvisoriamente con il nome di “Metrolink” — prevederebbe treni ogni 6 minuti, collegamenti da Roma Termini e Roma Tiburtina e tempi di percorrenza attorno ai 36-37 minuti.
Un servizio pensato come una metropolitana aeroportuale
L’idea allo studio sarebbe molto diversa dall’attuale assetto basato sul Leonardo Express e sui treni regionali che corrono lungo la FL1.
Secondo le indiscrezioni, il nuovo sistema prevedrebbe:
- treni ad alta frequenza;
- capienza fino a 800 passeggeri;
- tre differenti linee con fermate diversificate;
- collegamenti sia da Termini che da Tiburtina;
- servizio operativo anche nelle fasce più critiche della giornata.
Nella prima ipotesi tutti i treni partirebbero da Termini verso Fiumicino Aeroporto, con fermate differenti lungo il percorso ma tempi di viaggio sostanzialmente simili.
In una seconda configurazione, invece, due linee partirebbero da Termini e una da Tiburtina.
La critica agli attuali collegamenti ferroviari
Dietro questa proposta ci sarebbe una crescente insoddisfazione per il servizio ferroviario oggi offerto verso lo scalo romano.
Secondo quanto riportato dal quotidiano, Aeroporti di Roma e diverse compagnie aeree lamenterebbero soprattutto:
- frequenze insufficienti;
- assenza di collegamenti nelle prime ore del mattino e in tarda serata;
- ritardi e cancellazioni;
- scarsa affidabilità complessiva del sistema.
Uno dei problemi principali riguarda infatti i voli del mattino presto.
Prendendo ad esempio la programmazione del 28 maggio, il primo Leonardo Express arriva a Fiumicino alle 5:22, troppo tardi per migliaia di passeggeri diretti sui voli in partenza all’alba.
Situazione analoga in tarda serata, quando gli ultimi collegamenti ferroviari lasciano scoperti migliaia di viaggiatori in arrivo.

20 mila passeggeri al giorno “tagliati fuori”
Secondo le stime riportate dal Corriere, nei periodi di punta fino a 20 mila persone al giorno sarebbero escluse dal servizio ferroviario per incompatibilità con gli orari dei voli.
Questo avrebbe contribuito a una progressiva fuga dal treno.
Nel 2025, infatti, l’utilizzo del collegamento ferroviario verso Fiumicino sarebbe calato del:
- 18% rispetto al 2023;
- 21% rispetto al 2024.
Pesano anche i disservizi: secondo i dati citati, una corsa su otto presenta problemi operativi, mentre il 3% dei regionali viene cancellato e il 9% accumula ritardi tra i 5 e i 20 minuti.
FS lavora al potenziamento della stazione aeroportuale
Parallelamente, il Gruppo FS sta già portando avanti un importante piano di ampliamento della stazione ferroviaria di Fiumicino Aeroporto.
Il progetto prevede il passaggio da 3 a 5 binari, con un conseguente aumento della capacità ferroviaria verso Roma.
Resta però il nodo dell’offerta commerciale e della qualità del servizio, soprattutto dopo la scomparsa dei collegamenti Alta Velocità diretti da e per l’aeroporto introdotti nel periodo post-pandemia.
Mobilità aeroportuale sempre più strategica
Secondo le bozze del Piano Nazionale Aeroporti del MIT, nel 2024 circa il 31% dei passeggeri di Fiumicino ha utilizzato il treno per raggiungere lo scalo.
Resta però ancora molto elevata la quota di chi sceglie auto privata o taxi, pari a quasi il 30%.
Proprio per questo il tema del collegamento ferroviario tra Roma e Fiumicino viene ormai considerato strategico non solo per il trasporto pubblico locale, ma anche per la competitività internazionale dell’aeroporto Leonardo da Vinci.