È partito questa mattina, alle prime luci dell'alba, l'ETR 460 n.30, diretto a Savona Parco Doria, da dove sarà successivamente inoltrato all'impianto della Vico S.r.l. di San Giuseppe di Cairo per essere sottoposto a riduzione volumetrica.

Prosegue così il processo di dismissione degli storici Pendolino ETR 460.

Solo poche settimane fa aveva seguito lo stesso destino anche l'ETR 460 n.24, mentre con la partenza dell'unità 30 si completa, salvo errori, l'uscita di scena degli ultimi due ETR 460 autonomi.

Un protagonista dell'alta velocità italiana

Gli ETR 460 sono elettrotreni ad assetto variabile della famiglia Pendolino, costruiti da Fiat Ferroviaria tra il 1995 e il 1996. Progettati per i servizi ad alta velocità di Trenitalia, sono omologati per una velocità massima di 250 km/h e hanno rappresentato una significativa evoluzione tecnologica rispetto ai precedenti ETR 450.

Nel corso della loro carriera hanno effettuato servizio su importanti relazioni nazionali, tra cui Milano – Roma e Genova – Roma, diventando per anni una presenza abituale sulla rete italiana.

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L'incidente di Piacenza

La storia della serie è stata segnata dal tragico incidente del 12 gennaio 1997, quando l'ETR 460 n.29 espletante il "Botticelli" deragliò all'ingresso della stazione di Piacenza durante un servizio Eurostar Italia.

L'incidente provocò la morte di otto persone e il convoglio riportò danni irreparabili, diventando l'unico ETR 460 radiato in seguito a un sinistro.

Prosegue la dismissione della flotta

Con la demolizione dell'ETR 460 n.30 prosegue il progressivo ritiro dei Pendolino di questa serie, legato sia al rinnovo del materiale rotabile impiegato nei servizi ad alta velocità con l'introduzione degli ETR 410, sia alla definitiva scomparsa del marchio Frecciabianca.

Il processo era iniziato già nel dicembre 2025 con l'accantonamento presso Torino Orbassano degli ETR 463 n.21 ed ETR 463 n.27.

Le unità ancora accantonate

Attualmente risulterebbero ancora presenti presso il MAV di Roma San Lorenzo l'ETR 460 n.26, il cui futuro resta incerto, oltre alle unità n.22, agganciata alla E.403.017, n.25, agganciata a una E.402B, e n.28, in gran parte cannibalizzata. Tutti questi convogli risultano ormai definitivamente accantonati e, con ogni probabilità, destinati anch'essi alla demolizione mediante trasferimento trainato.