
Il ritorno del Settebello e nuove prospettive per le ferrovie storiche della Valle d'Aosta sono tra i temi affrontati da Luigi Cantamessa, Direttore Generale di Fondazione FS Italiane.
In un'intervista rilasciata a Il Giornale d'Italia in occasione dell'apertura al pubblico delle Officine Rotabili Storici di Milano, Cantamessa ha illustrato i principali progetti di recupero del patrimonio ferroviario, dagli investimenti legati al PNRR alle potenzialità turistiche delle linee meno frequentate.
Il Settebello pronto a tornare nel primo semestre del 2028
Tra gli annunci più significativi dell'intervista c'è il ritorno del Settebello, il celebre elettrotreno degli anni Cinquanta, previsto nel primo semestre del 2028. Cantamessa ha spiegato che Fondazione FS sta lavorando per completare gli investimenti del PNRR, che per questi interventi dovranno essere conclusi entro la fine del 2027.
Il recupero del convoglio rappresenta uno dei progetti più attesi per la valorizzazione del patrimonio ferroviario storico italiano, destinato a restituire visibilità a uno dei treni più iconici della storia delle Ferrovie dello Stato.

Il Museo di Trieste e la rotonda di Torino
Nel corso dell'intervista a Il Giornale d'Italia, il Direttore Generale di Fondazione FS ha indicato anche altri interventi in programma. Tra questi figurano l'apertura del Museo ferroviario di Trieste Campo Marzio, direttamente affacciato sul mare, e il recupero della rotonda di Torino.
Progetti che affiancano il restauro dei rotabili storici alla valorizzazione di strutture e luoghi legati alla storia ferroviaria, con l'obiettivo di creare percorsi capaci di unire tecnica, memoria e turismo.
LEGGI ANCHE: Fondazione FS, torna in servizio la locomotiva a vapore 625.177
La Valle d'Aosta tra le possibili nuove sfide
Uno dei passaggi più interessanti riguarda le prospettive per alcune linee ferroviarie della Valle d'Aosta. Cantamessa ha citato la linea Aosta-Pré-Saint-Didier, sottolineandone il valore paesaggistico e la vicinanza alle terme, oltre alle caratteristiche dei fabbricati ferroviari alpini.
Il Direttore Generale ha menzionato anche la possibile prosecuzione verso Courmayeur. Si tratta, tuttavia, di prospettive che non dipendono direttamente dalla Fondazione FS, ma dalla volontà delle istituzioni competenti, del Governo, delle Regioni e dell'azionista.
Cantamessa ha ricordato infatti che la Fondazione può proporre iniziative e progetti, ma la loro realizzazione dipende anche dalla disponibilità dei contributi e delle risorse finanziarie necessarie.


I treni storici come motore di sviluppo dei territori
Nell'intervista, Cantamessa ha ribadito il valore dei treni storici non soltanto come testimonianze del passato, ma anche come strumenti di sviluppo economico per i territori attraversati.
Secondo il Direttore Generale, l'arrivo di un treno storico nelle aree interne può portare centinaia di visitatori, con ricadute su ristoranti, strutture ricettive e attività locali. Un modello di valorizzazione che punta a generare benefici diffusi, soprattutto nelle zone meno frequentate dal turismo.
Proprio in questa prospettiva si inseriscono i progetti di recupero delle linee storiche e il desiderio espresso da Cantamessa di riportare il traffico ferroviario anche sui binari dimenticati, laddove esistano le condizioni e le risorse per farlo.
Le Officine Rotabili Storici avvicinano il pubblico alla storia ferroviaria
L'intervista è stata realizzata in occasione dell'apertura al pubblico delle Officine Rotabili Storici di Milano, iniziativa che ha richiamato un forte interesse. Cantamessa ha riferito che in tre giorni sono state registrate circa 20.000 presenze, con una partecipazione superiore alla capienza che era possibile accogliere.
Per Fondazione FS, l'interesse del pubblico conferma il valore culturale del patrimonio ferroviario e l'importanza di rendere accessibili i luoghi in cui vengono conservati e restaurati i rotabili storici.
Il recupero del Settebello, l'apertura del museo di Trieste e gli interventi a Torino si inseriscono quindi in una strategia che unisce tutela della memoria ferroviaria e sviluppo turistico, mentre per la Valle d'Aosta restano aperte prospettive che richiederanno decisioni e finanziamenti da parte degli enti competenti.
